Alberto Stasi, condannato a sedici anni per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, continua a far parlare di sé. Stavolta a tirare in ballo il suo nome è Gianluigi Tizzoni, avvocato della famiglia della vittima, che ha sottolineato come il risarcimento fosse già dovuto ai tempi della condanna nell'appello bis. In considerazione di ciò, si sarebbe verificato un grave ritardo nel pagamento, poiché i Poggi non avrebbero percepito nemmeno un euro a fronte di un milione e centomila euro previsti per il risarcimento e le spese legali.

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Chiaramente, il dolore per la morte di una figlia non potrà essere compensato dal denaro, ma la legge prevede che il condannato debba risarcire i familiari della vittima; così non è stato. Perché?

Alberto Stasi nullatenente?

Volendo fare il punto della questione per comprendere come mai il risarcimento non sia ancora stato pagato da Alberto Stasi che, attualmente, sta scontando la sua pena presso il carcere di Bollate, non si può far a meno di chiedere se vi sia possibilità di pagare il risarcimento dovuto.

Stasi avrebbe rinunciato all'eredità del padre, per cui si professerebbe nullatenente. Solleva qualche dubbio in merito proprio l'avvocato Tizzoni il quale sottolinea l'assenza di debiti e la contemporanea presenza di beni in attivo, in particolare un'attività commerciale, la villa di famiglia e una casa al mare. Tuttavia, Tizzoni lascia spazio agli accertamenti del caso che sicuramente verranno eseguiti a breve. Per il momento resta il fatto che né il risarcimento (che essendo immediatamente esecutivo era dovuto fin dalla condanna) né spiegazioni sono arrivate alla famiglia della povera Chiara Poggi, assassinata brutalmente nel suo appartamento di Garlasco.

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Come non essere solidali con i Poggi che, oltre all'immenso dolore per la perdita dell'amata figlia, non si vedono nemmeno riconoscere quanto è loro dovuto, non certo per compensare una perdita che non avrà mai ristoro, ma semplicemente perché ciò è dovuto in base ad una sentenza passata in giudicato?