In tema diincidenti stradalie relativo risarcimento da parte dell'assicurazione, il requisito della dimostrazione della colpa dell'altrui condotta non è più elemento sufficiente; è necessario che sia provata l'esistenza di una condotta caratterizzata da imprevedibilità e inevitabilità. L'assunto è stato richiamato dalla Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 27059 dell'1 luglio. A seguito del verificarsi di un sinistro, non è agevole stabilire a chi vada attribuita la colpa. Spesso le fotografie, i rilievi, le dichiarazioni delle autorità e in ultimo quelle dei testimoni, potrebbero non rivelarsi sufficienti.

Di questo vi è piena consapevolezza; infatti, il codice civile stabilisce una presunzione di pari responsabilità in capo ai conducenti coinvolti nell'incidente stradale. Si crea, quindi, una sorta di avveramento di una finzione, volta a decretare il risarcimento dovuto in misura pari al 50% per entrambi gli automobilisti.

Incidenti stradali: il superamento della prova della presunzione di pari responsabilità

La finzione di avveramento della pari responsabilità, in ipotesi di complessa ricostruzionedella dinamica di un incidente stradale, assolve una funzione di una presunzione, che in quanto tale può essere superata. Il conducente può addossare la colpa in capo all'altro rispettando tre precise regole.

L'automobilista deve dare prova dell'avvenuta violazione delle regole del codice della strada da parte dell'altro (oltre al rispetto da parte sua delle regole scritte di tale codice e delle regole di prudenza dettate dalla situazione concreta). Ma il dato più importante concerne la circostanza che per addossare la responsabilità in capo all'altro conducente, deve darsi contezza che la sua condotta sia stata non solo violativa delle norme delle codice della strada, ma altresì imprevedibile ed evitabile.

In termini pratici, vuol dire che se ci si trova ad uno stop, non è sufficiente dimostrare di avere la precedenza e di procedere ad una velocità conforme ai limiti previsti e che l'altro conducente non si sia fermato. Risulta decisivo, invece, dimostrare che nonostante la precedenza, non si sia resi conto del sopraggiungere dell'auto tenuta a rispettare lo stop.