Di fronte al gip Claudio Cozzella, giudice del Tribunale di Nuoro, l’allevatore Gaetano Porcu, 58 anni, di Sarule, non avrebbe fornito elementi utili per recuperare l'arma del delitto maha comunque confermato quello che già aveva detto ai Carabinieri: “Si sono stato io ad uccidere mio fratello e son pronto a pagare il mio debito con la giustizia”. L’uomo, sabato scorso, avrebbe fulminato con tre colpi di pistola (legalmente detenuta), il fratello Antonio, 64 anni, allevatore, mentre usciva dal suo podere di “Sa badde de S’appara”, nelle bellissime campagne tra Sarule ed Ottana.
L’avrebbe abbandonato in una pozza di sangue e, dopo essersi disfatto della pistola (tuttora irreperibile e fondamentale per la ricostruzione del delitto), ha vagato per qualche tempo a bordo della sua auto e poi si è presentato nella caserma dei Carabinieri di Sarule dove ha ammesso le sue responsabilità. Ora l’uomo, su disposizione del giudice per le indagini preliminari, è stato rinchiuso in una cella del carcere nuorese di “Badu ‘e Carros”. Gaetano Porcu è assistito dagli avvocati Francesco Peddio e Giovanni Cristian Melisè. Sembra che all’origine del delitto ci siano dei vecchi dissapori su alcuni terreni di famiglia. Fatti del passato mai risolti e tornati alla luce come un fulmine a ciel sereno.
Ottimi rapporti da anni persi
I due fratelli Porcu erano due persone ben volute in tutto il paese. Grandi lavoratori che per anni hanno condiviso le fatiche della campagne insieme, fianco a fianco. Per lungo tempo, infatti, insieme hanno mandato avanti l’azienda di famiglia. La vittima, Antonio, era molto conosciuta soprattutto nell’ambiente pastorale anche perché per lungo tempo è stato il presidente della cooperativa dei pastori di Sarule. La sua vita era più che semplice: sposato con tre figli si dedicava in primo luogo alla famiglia e ai suoi appezzamenti di terra. Una passione che aveva anche trasmesso ai due figli maschi che spesso e volentieri l’aiutavano nel lavori in campagna. La figlia invece aveva deciso d intraprendere gli studi all’università e da qualche tempo viveva lontano da casa.
Il fratello Gaetano invece non èsposato: la sua vita era la campagna. Un terzo fratello, Salvatore, gestisce un’altra azienda di famiglia dove spesso la vittima lavorava. Un fatto che ha turbato tutto il paese e ha anche stupito i Carabinieri di Sarule che come tutti non si aspettavano una simile reazione.
I funerali nella chiesa parrocchiale
Si svolgeranno oggi, martedì, i funerali di Antonio Porcu e saranno celebrati nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nel paese di Sarule. Nel frattempo gli inquirenti attendono gli esiti degli accurati esami che il medico legale, Vindice Mingioni, ha eseguito in questi giorni. In questa maniera, quasi con certezza, si potrà stabilire la dinamica del delitto.
Secondo una prima ricostruzione i colpi mortali sarebbero stati tre (e non due come si pensava all’inizio). Uno l’avrebbe colpito alla spalla, uno al volto e l’ultimo, fatale, al cuore. Che ha cessato di battere in un istante.