Ucciso come un nemico da eliminare a tutti i costi con pochi colpi di pistola che gli sono statifatali. È morto così Antonio Porcu, 64 anni, allevatore di Sarule, ucciso dalla mano del fratello più giovane, Gaetano, 58 anni, allevatore anche lui, probabilmente al culmine di una lite che ieri nelle campagne sarulesi di “Sa badde e s’apara” è sfociata in omicidio. All’origine del delitto, almeno secondo le prime indiscrezioni filtrate dai Carabinieri, intervenuti immediatamente sul posto, ci sarebbero delle spartizioni di alcuni terreni di proprietà dei fratelli che non sarebbero state gradite da Gaetano Porcu che, spesso e volentieri, discuteva violentemente con il fratello che ieri ha ucciso.

Una pozza di sangue

Il corpo del pover uomo è stato trovato per caso, intorno alle 8:30, da alcuni allevatori che rientravano in paese dopo aver lavorato nei loro ovili nella località di “Sa badde e s’apara”, nelle campagne di Sarule. Avrebbero notato il corpo dell’uomo sdraiato per terra, a pochi passi dal cancello della sua proprietà. Proprionel momento dell'omicidio, infatti, sembrerebbe che la vittima stesse chiudendo il cancello dopo aver finito il lavoro in campagna. Immediatamente si sono avvicinati e hanno fatto la tragica scoperta. L’uomo era morto, circondato da una chiazza di sangue, e sul corpo aveva dei segni di arma da fuoco. Immediatamente la telefonata al 112 e immediato l’arrivo dei Carabinieri della stazione di Sarule che hanno per primi visto il luogo del delitto.

Poco tempo dopo i militari sono stati raggiunti dai colleghi del reparto operativo di Nuoro e da quelli della Compagnia di Ottana. Un delitto, per i tanti conoscenti dei due fratelli e delle famiglie, quasi inspiegabile, come quello accaduto ad Arzana poco tempo fa dove zio Peppuccio Doa ha ucciso a colpi di pistola i suoi due nipoti acquisiti.

Anche in questa occasione il delitto sarebbe maturato per dei contrasti su una eredità contesa.

La confessione

Nel frattempo il presunto assassino, Gaetano Porcu, aveva già fatto perdere le sue tracce scappando con la propria auto in direzione di Sarule. Durante il tragitto si sarebbe anche disfatto della pistola utilizzata per uccidere il fratello ma, preso dai sensi di colpa e ancora molto provato dall’accaduto, ha deciso di andare a bussare nella porta della Caserma dei Carabinieri di Sarule per confessare il delitto.

“Ho ucciso mio fratello, sono pronto a pagare i conti con la giustizia”, avrebbe detto ai Militari. Da qui sono scattate le manette ai polsi e l’uomo è stato portato in carcere dove oggi sarà sentito dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Nuoro, Giorgio Boccarelli, a cui è stata affidata l’inchiesta. Ora sarà compito del medico legale Vindice Mingioni valutare le ferite sul corpo dell’uomo e stilare una relazione sulla morte di Antonio Porcu.