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Molti avranno già dimenticato che il 27 settembre del 2007 venne creata e lanciata dalla NASA una sonda spaziale che raggiungesse e esaminasse l'asteroide Vesta e il pianeta nano Cerere. La sonda, chiamata dai suoi creatori Dawn, è riuscita a raggiungere lo scopo prefissato mettendosi, per la prima volta nella storia dell'astronautica e dell'Astronomia, in orbita attorno ai due corpi celesti. L'importante scoperta oggi comunicata dalla rivista scientifica Focus, citando Science, rivelerebbe che Dawn, in orbita sul pianeta nano Cerere da marzo del 2015, ha individuato sulla superficie un vulcano di ghiaccio di notevoli proporzioni, alto circa quattro chilometri.

Gli scienziati che hanno visto le immagini registrate e inviate dalla sonda Dawn, hanno dato un nome al vulcano, ovvero Ahuna Mons.

L'incredibile scoperta di Ahuna Mons

Un vulcano di ghiaccio non potrà mai avere una normale attività eruttiva dovuta al magma infuocato alimentato dalla sua fornace, ma il pianeta Cerere, invece di eruttare lava incandescente e cenere, 'sputerebbe' dal suo cratere della semplice brina ghiacciata. Per gli scienziati della NASA la scoperta astronomica è sensazionale, questo perché si è sempre pensato che gli unici crateri ghiacciati sarebbero potuti trovarsi su Plutone o Titano; la rivista Science, che ha visionato le immagini della sonda spaziale Dawn, ipotizza che il vulcano di ghiaccio, Ahuna Mons, avrebbe avuto la sua ultima eruzione intorno ai 200 milioni di anni fa.

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Secondo gli esperti, sul pianeta vi sarebbe un'imponente quantità di sale, considerato responsabile dell'ipotermia del pianeta, della temperatura sotto i -40° celsius e del conseguente congelamento di tutta l'acqua sulla sua superficie.

Il mistero della mancanza di crateri

Con queste scientifiche considerazioni viene motivata la presenza della lava ghiacciata sul pianeta Cerere e le informazioni registrate dalla sonda spaziale Dawn sarebbero la prova della sua ultima eruzione vulcanica 'fredda'. Il singolare 'evento' è riconducibile al cratere di circa 280 chilometri creatosi sulla parte opposta di Cerere, dovuto sicuramente al forte impatto con un altro pianeta o asteroide, cui le onde d'urto provocate avrebbero causato la significativa eruzione di ghiaccio. La rivista Science aggiunge che sul pianeta di ghiaccio vi sono grandi quantità di acqua, (conclusione evidenziata dalla presenza di argilla sul suolo), ma quello che più incuriosisce gli scienziati che lo stanno studiando, è la mancanza di veri e propri crateri sulla sua superficie, che presentino le caratteristiche derivate da impatti violenti con altri corpi celesti. Questo significa che la maggior parte dei crateri esistenti è dovuto a fenomeni di subsidenza (spinta in alto del terreno), prodotto dal 'magma' ghiacciato evolutosi nel tempo. Ovviamente siamo in attesa di scoprire qualcosa in più dalla sonda spaziale Dawn, ma siamo certi che le prossime immagini serviranno a comprendere meglio la sua struttura interna.