Non siete sposati ma vivete insieme, ed ora uno dei due coniugi vuole cacciare di casa l'altro? Beh, questo è possibile ed ammesso dalla legge ma solo con un preavviso.

Chi sono i conviventi?

Due persone che vivono sotto lo stesso tetto ed hanno una relazione sono definiti conviventi dalla legge e, anche se non sono legati da vincoli matrimoniali, sono tutelati da un ordinamento italiano che viene definito "more uxorio", ovvero è come se i due formassero una famiglia senza essere sposati. 

Cosa dice la legge?

Quando si convive, ci si impegna a prendersi cura l'uno dell'altro sia materialmente che moralmente, ma quando uno dei due conviventi decide di mandare via l'altro di casa, deve sapere che ci si deve comportare come se si trovasse nella condizione di essere un datore di lavoro.

In parole più concrete, il "cacciante" deve dare un preavviso congruo al "cacciato", in maniera tale che quest'ultimo possa disporre di tempo necessario per trovare una nuova sistemazione abitativa.

La Corte Suprema ha stabilito che "la convivenza more uxorio determina, sulla casa di abitazione ove si svolge e si attua il programma di vita in comune, un potere di fatto, basato su un interesse proprio ben diverso da quello derivante da ragioni di mera ospitalità. Conseguentemente, l'estromissione violenta o clandestina del convivente dall'unità abitativa compiuta dal partner, giustifica il ricorso alla tutela possessoria, consentendogli di esperire l'azione di spoglio nei confronti dell'altro quand'anche il primo non vanti un diritto di proprietà sull'immobile che, durante la convivenza sia stato, nella disponibilità di entrambi".

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Il tutto potrebbe essere semplificato dicendo che la frase "adesso vai fuori di casa!" non basta per togliersi dai piedi quello che è stato fino all'ultimo momento, il vostro convivente. 

Quindi, armatevi di pazienza e buone maniere e con un congruo preavviso rivolgetevi al vostro coniuge per chiedergli di trovarsi una sistemazione differente, da quello che era il vostro "nido d'amore".