Il Cremlino non ci sta. Già ieri Vladimir Putin aveva lanciato accuse molto gravi nei confronti di Washington, responsabile, secondo il presidente russo, di "aver fatto saltare la tregua in Siria" e di "non aver mantenuto la promessa di separare i terroristi dall'opposizione moderata". "Stiamo mantenendo la calma - ha aggiunto - ma a tutto c'è un limite". Riguardo ai presunti massacri di civili ad Aleppo, dei quali Putin viene accusato insieme al presidente siriano Bashar al-Assad, il leader del Cremlino ha risposto che "i civili vanno pianti ovunque, non solo ad Aleppo", allusione molto chiara alle vittime civili di Mosul, a seguito dell'offensiva a guida statunitense in Iraq.

Il raid alla scuola

Il ministero degli esteri russo aveva già risposto in merito al raid che sarebbe stato effettuato ad una scuola di Idlib ed avrebbe causato la morte di 22 bambini e 6 insegnanti. "Si tratta di una menzogna - ha detto la portavoce del ministero, Maria Zakharova - perché la Russia non ha nulla a che fare con questo. Chiediamo pertanto che sia aperta immediatamente un'indagine". Ed in proposito, il portavoce del ministero della difesa del Cremlino, Igor Konashenkov, ha sottolineato come il video, che dovrebbe rappresentare una prova dell'attacco alla scuola, sia "un falso clamoroso".

Secondo l'ufficiale russo, "il video è stato montato con più di dieci differenti tagli che sono stati scattati in diversi momenti della giornata e con differenti risoluzioni. Il montaggio pubblicato dall'agenzia AFP - prosegue Konashenkov - evidenzia la parete frontale dell'edificio danneggiata mentre tutti i banchi all'interno dell'aula sono al loro posto. La foto mette in mostra un cortile rosa in cui non c'è traccia di frammenti e di macerie. Dopo un attacco del genere tanto la recinzione quanto le pareti dell'edificio sarebbero dovute andare in pezzi, spazzate dall'onda d'urto".

'Unicef raggirata'

Il generale Igor Konashenkov ha poi aggiunto che, attraverso apposita indagine, "siamo riusciti a scoprire il luogo del filmato, fotografato da un drone. Non c'è assolutamente il cratere di un'esplosione o tracce di danni causati da una bomba". A denunciare a gran voce il presunto massacro sono stati, nei giorni scorsi, i funzionari dell'Unicef. "Ritengo che l'Unicef, prima di fare dichiarazioni forti, dovrebbe verificare le fonti di informazione. Quanto abbiamo raccolto indica che l'Unicef è vittima di un raggiro", ha concluso l'ufficiale russo.

Non sappiamo cosa sia realmente accaduto alla scuola di Idlib, torniamo a ripetere che la fonte è, ancora una volta, l'Osservatorio siriano dei diritti umani e si tratta di una fonte di parte. Inutile continuare a spacciare come 'attivisti' i componenti di un'organizzazione, retta dall'esule siriano Rami Abdel Rahman dalla sua casa di Coventry, nel Regno Unito, che rappresenta in realtà soltanto l'ufficio stampa dell'opposizione anti-Assad.

Finora, e questo è un dato di fatto, nessuna delle presunte stragi commesse dal governo di Damasco e denunciate da quella che, a tutti gli effetti, è un'impostura ben costruita, ha trovato poi un effettivo riscontro caratterizzato da prove documentate. Il caso più evidente in cui l'Osservatorio è stato sbugiardato è il massacro di Houla del 2012.

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