Commessi in tredici ospedali, furti di materiale medico destinato alla cura di patologie oncologiche e croniche. L'operazione dei Carabinieri in numerose regioni italiane tra cui Lombardia, Piemonte, Liguria, Marche e Campania, ha portato all'arresto di quindici uomini coinvolti in un traffico di medicinali chemioterapici rivolto ai mercati dell'estero e a determinate farmacie del nord.

Un enorme giro d'affari che ha lasciato un danno di oltre due milioni di euro e soprattutto che ha minato la possibilità di poter continuare le terapie per i pazienti più bisognosi. Gli arrestati, tutti di origine campana, sono sotto indagine dal marzo del 2014, dato lo scalpore che hanno causato i due colpi agli ospedali di Centro e Lagosanto.

Le indagini hanno portato a scoprire una banda strutturata secondo compiti precisi, con un'organizzazione alle spalle con sede in Campania, dove avveniva lo smistamento verso i mercati esteri.

L'impossibilità della vendita dei prodotti in italia, data la somministrazione delegata esclusivamente agli enti ospedalieri, veniva ammortizzata dal reinserimento dei prodotti in determinate farmacie del nord sparse tra Lombardia, Piemonte, Marche e Liguria. Ed è a Genova che, in seguito alla perquisizione da parte della Dda di Bologna e dei Nas dei locali di una farmacia situata in corso Buenos Aires, viene arrestato un uomo già finito in carcere per furto di Farmaci circa dodici anni fa e il titolare della stessa indagato per ricettazione di farmaci. 

Sono 18 le persone che invece, sono sottoposte alla misura cautelare dopo differenti perquisizioni nel bergamasco.

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In atto altre perquisizioni a Brescia e Cuneo. A gestire le operazione sono il comando dei carabinieri provinciale di Ferrara. L'operazione conclude un'indagine in corsa dal 2014 che ha portato al disfacimento di un'associazione a delinquere.

Per volere dalla Dda di Bologna, l'inchiesta ora si sposta oltre i confini nazionali mentre, i carabinieri cercano di definire le responsabilità dei titolari delle farmacie. I sequestri dei medicinali ammontano a circa tre milioni di euro e sono venuti a galla vecchi colpi commessi dalla banda. Inoltre i Nas hanno notato che i medicinali immessi sul mercato in territorio italiano, erano conservati secondo norma ma molto spesso non erano efficaci.