Stamattina, 30 ottobre, alle 07:40 la terra è tornata a tremare: un sisma di magnitudo 6.5 ha colpito le province di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno. Gli esperti hanno dichiarato che si tratta di uno dei terremoti più forti mai registrati dopo il 1980, quando ci fuquello che devastò l'Irpinia. Ed è stato anche superiore a quello che colpì l'Aquila, che infatti fu di magnitudo 6.3. Secondo gli esperti, ilsisma che ha colpito Norcia non è frutto di un caso, ma fa parte della stessa faglia che ha colpito Amatrice lo scorso agosto.

Il sismologo Alberto Michelini spiega brevemente: "Il Terremoto di stamattina fa parte della stessa faglia che si è attivata lo scorso agosto e adesso sta andando avanti; ci dobbiamo quindi aspettare ulteriori scosse".

Gli esperti avevano allertato le autorità locali

Dopo il terremoto del Reatino nello scorso agosto, il Cnr aveva avvertito le autorità locali sul rischio di nuove scosse che avrebbero colpito il centro Italia; questo ha permesso di mettere in sicurezza le abitazioni, ma sopratutto le vite umane.

Norcia, inparticolare, dal terremoto del 1997 aveva apportato alle proprie strutture abitative delle modifiche antisismiche: ciò ha permesso a molte case di restare in piedi senza ricevere danni strutturali. Si registra però il crollo della Basilica cittadina, un capolavorodi arte medievale ridotto in frantumi.

Ieri la Commissione Grandi Rischi aveva divulgato un comunicato alle autorità locali in cui si affermava che ci sono tre aree vicine alla faglia responsabile del terremoto dello scorso agosto, che in precedenza non avevano registrato nessuna scossa rilevante; questo ha fatto pensare che le suddette faglie potrebberoscatenare un terremoto molto violento, fra i 6 e i 7 punti.

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Terremoto

Il sisma del 26 ottobre inoltre ha attivato una nuova faglia che gli espertiavevano precedentemente individuato, in seguito al terremoto di agosto, esattamente a nord dell'epicentro che colpi il Reatino. Quello che preoccupa è che ci sono due segmenti di faglia che ancora non si sono mossi. Quindi dobbiamo prepararci a nuovi terremoti che colpiranno ancora il cuore del nostro paese.

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