Momenti terribili a Melbourne, in australia, dove un'auto ha travolto molte persone. Il bilancio provvisorio parla di 3 morti e una ventina di feriti. Forse non si è trattato di un incidente. La Polizia australiana sospetta che l'uomo alla guida della vettura marrone abbia voluto uccidere più persone possibile. Gli agenti hanno confermato che tra le 3 vittime c'è anche un bambino. Il commissario Graham Ashton esclude che si tratti di un attacco terroristico. Quell'auto marrone sembrava impazzita. La gente correva e cercava di ripararsi nei negozi.
Giornata di ordinaria follia a Melbourne
Paura e morte in Australia. Una macchina è salita ad elevata velocità sul marciapiede ed ha falciato molte persone. Sul web sono già stati pubblicati molti filmati che ritraggono le tristi scene. I video postati dalla CCTV mostrano molte persone che corrono e cercano di rifugiarsi in un negozio. Tanta agitazione a Bourke Street, dove sono accorsi immediatamente molti poliziotti ed operatori sanitari. Gli agenti hanno arrestato il conducente dell'auto marrone: si tratta di un ragazzo bianco con jeans, camicia bianca e scarpe da tennis. L'episodio traumatico è subito rimbalzato sui principali tabloid e siti di notizie del mondo. I poliziotti hanno avviato le indagini per ricostruire l'esatta dinamica dell'episodio.
Non si conosce ancora la ragione per cui quel ragazzo ha deciso di investire tutta quella gente.
Tra i feriti c'è anche un bambino
La Polizia di Melbourne ha invitato le persone a stare alla larga dalla zona interessata dall'incidente. Un testimone ha rivelato che i poliziotti avevano aperto il fuoco mentre inseguivano la vettura marrone. Tra le persone travolte e rimaste ferite c'è anche un bambino. Le sue condizioni sarebbero preoccupanti.
Sembra che il conducente del veicolo che, a Melbourne, ha investito e ucciso 3 persone avesse interrotto anche un servizio giornalistico. Diverse ore prima della tragedia, un uomo all'interno di un'automobile era stato immortalato mentre cercava di attirare l'attenzione (scuoteva il cappello) del cameraman e della giornalista. Quella vettura era molto simile a quella del dramma di Bourke Street.