A distanza di cinque giorni dalla slavina che ha travolto l'Hotel rigopiano i soccorritori sono ancora al lavoro nella speranza di estrarre qualcuno vivo dalle macerie, anche se le speranze si affievoliscono di ora in ora. Dai Vigili del Fuoco però ieri è arrivata una denuncia circa le condizioni in cui sono costretti a lavorare, che non potrà che sollevare ulteriori polemiche. Il numero degli uomini impegnati nei soccorsi infatti sarebbe esiguo, oltre ad essere male equipaggiato.

La denuncia di un sindacalista dei VVFF

Il quotidiano Libero ieri ha riportato uno sfogo di Antonio Brizzi, Vigile del Fuoco e segretario generale del Conapo, impegnato a prestare i soccorsi all'hotel.

Il sindacalista lamenta l'esiguità del contingente di soccorritori impegnato nella ricerca dei dispersi: "Siamo pochi, al punto che non riusciamo a fare i turni. Durante il giorno gli uomini in servizio sono 40, mentre durante la notte solo 25 uomini proseguono il lavoro di ricerca." Una denuncia che pesa come un macigno, sopratutto per le famiglie delle persone ancora disperse. Secondo Brizzi in un'operazione di soccorso del genere dovrebbero essere impegnati almeno 300 uomini a turno, sia di giorno che di notte. Ma gli uomini dispiegati sono quasi dieci volte meno. Il sindacalista evidenzia anche la mancanza di un'illuminazione adeguata per il lavoro notturno. E come se non bastasse sono male equipaggiati.

Senza vestiario termico

I vigili del Fuoco impiegati nei soccorsi secondo quanto riportato non avrebbero nemmeno gli abiti adatti per lavorare in quelle condizioni climatiche. Sono vestiti con le tute standard, senza dotazioni termiche. E nonostante le operazioni si stiano protraendo da giorni, non sono stati installati nemmeno dei bagni chimici.

I soccorritori sono costretti a fare i bisogni all'aperto, nel bosco nei pressi dell'hotel. Si parla di svariate decine di persone, perché oltre ai Vigili del Fuoco sono presenti carabinieri e poliziotti, personale volontario e gli uomini del soccorso alpino.