È successo in India, nello stato dell'Uttar Pradesh. Una donna torna a casa e vede suo figlio seduto vicino al cadavere di un bambino di 7 anni. Il ragazzo stava mangiando alcune parti del corpo della vittima. Il killer è stato subito arrestato per omicidio e sequestro di persona.

L'orrenda scena

Il ragazzo ventenne, Nazim Miyan, ha adescato la sua piccola vittima, Mohammad Monis, per strada. Quest'ultimo stava giocando con i suoi amichetti. Con una scusa, Nazim è riuscito ad attirare il bambino in casa.

Dopo aver decapitato la vittima, il ragazzo ha mangiato alcune parti del cadavere. In seguito alla tremenda scoperta, la madre ha chiamato subito la polizia.

"C'erano le parti interne del cadavere sparse per tutta la stanza. Gli arti erano stati staccati a morsi, la testa era accanto al corpo e l'addome era aperto - ha raccontato un poliziotto - non ho mai visto una scena del genere". Una volta arrivata la polizia, Nazim non ha opposto resistenza. Il carnefice pare avesse seri problemi di tossicodipendenza.

Prima di essere trasportato al commissariato, molte persone hanno tentato di linciarlo.

Mercoledì scorso, Nazim è comparso in tribunale a Pilibhit. L'imputato è accusato di sequestro di persona e omicidio. Le motivazioni del suo gesto restano ancora sconosciute. Durante il primo interrogatorio in commissariato, il ventenne è rimasto in silenzio.

La piaga del sequestro di bambini in India

Ogni anno in India più di 50mila bambini spariscono.

Negli ultimi due anni, sono state registrate 117.480 denunce di scomparsa. Nella maggior parte dei casi, i bambini sono vittime di rapimenti ad opera di bande criminali. Nel 2006, a Nuova Delhi, furono trovati i resti di 17 bambine sparsi nella proprietà di un ricco uomo d'affari.

Le cause di tale fenomeno sono legate sopratutto alla povertà e al basso tasso di alfabetizzazione. Spesso i bambini vengono rapiti e venduti al mercato della prostituzione infantile o impiegati in attività di manodopera, costretti a vivere in condizioni di schiavitù.

In altri casi, vengono rapiti dai trafficanti di organi.

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