Se stiamo insieme ci sarà un perché e vediamo di rintracciare il motivo rapidamente in tempi di disgregazioni e nazionalismi: sembra essere questo il senso dell'incontro promosso dal presidente francese Hollande nella reggia di Versailles alle porte di Parigi, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il capo del governo spagnolo Mariano Rajoy e il nostro premier Paolo Gentiloni.

I 'magnifici 4' riuniti per consacrare il futuro dell'europa, all'insegna di un nuovo convincimento tradotto subito in slogan pronto all'uso: un'Europa a più velocità, perché, parola di Hollande "unità non significa uniformità".

Unione europea, non solo una questione di immagine ma di velocità

Che l'Unione Europea abbia perso smalto e pezzi, a colpi di euroscetticismo e Brexit, non è un mistero. Che altri pezzi a cominciare dall'Olanda che vuole la 'Nexit', rischi di perderne è una possibilità. Non è dunque solo per un'operazione di restyling se Hollande, che ha in casa Marine Le Pen, candidata presidenziale che in caso di vittoria vuole far uscire la Francia dall'Unione, in vista delle celebrazioni il prossimo 25 marzo dei 60 anni dei Trattati di Roma, ha convocato i rappresentanti di Germania, Italia, Spagna.

"Siamo i paesi più importanti, tocca a noi dire cosa vogliamo fare", aveva già anticipato Hollande. I quattro paesi hanno "la responsabilità di tracciare la via" Quale via? "Non vogliamo solo commemorare i Trattati di Roma, ma affermare insieme l'impegno per il futuro - ha detto Hollande aprendo il vertice a quattro - Francia, Germania, Italia, Spagna, hanno la responsabilità di tracciare la strada, non per imporla agli altri ma per essere una forza al servizio dell'Europa che dà impulso agli altri".

Holland dice no all'attuale fase di impasse, perché un'Europa che rinunci alla sua dimensione politica si condannerebbe a una regressione. Insiste su difesa comune, unione economica e monetaria: 'solidarietà a 27' ma sapendo che si avanza a ritmi diversi non lasciando indietro nessuno, con nuove forme di cooperazione differenziata.

"Non verrà trovata nessuna soluzione se lo spirito di chiusura prevarrà.

Unità non vuol dire uniformità". E ancora: priorità di un'Europa sicura, secondo le richieste dei cittadini, un'Europa della difesa, delle protezione delle frontiere per trattare degnamente la questione dei rifugiati, garantire la libera circolazione e continuare a combattere il terrorismo.

L'Ue di Angela Merkel: se ci fermiamo distruggiamo tutto

Tempi difficili per tutti, anche per la Germania che non è più l'oasi felice di lavoro e salari e in vista delle decisive elezioni del prossimo settembre quando saranno eletti i membri del nuovo Bundestag, il parlamento tedesco, la cancelliera uscente Angela Merkel, lancia l'allerta: "L'Europa è stata costruita sulla pace, ma se ci fermiamo tutto ciò che abbiamo costruito potrebbe crollare.

Abbiamo tutti l'obbligo di continuare la costruzione europea avendo il coraggio di accettare che alcuni paesi possono andare avanti più rapidamente di altri".

Gentiloni, più livelli d'integrazione

Per il nostro presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, "l'Italia è per un'Unione europea più integrata ma che possa consentire diversi livelli d'integrazione. E' giusto e normale, mantenendo un progetto comune che avrà le sue basi sulla dichiarazione di Roma".

L'Europa da realizzare è quella sociale che guardi alla crescita e agli investimenti e dove chi rimanga indietro non la consideri come ostacolo ma come risposta "e ancora non siamo a questo livello", che non rinunci alla libera circolazione delle persone, difenda le proprie frontiere esterne e affronti in comune la sfida dell'immigrazione.

Rajoy, Ue storia di un successo

Per il premier spagnolo Rajoy quella dell'Ue è la storia di un successo a dispetto di ciò che dicono i detrattori: 60 anni di pace e democrazia. "E' la prima economia mondiale, una potenza culturale e turistica, anche in termini di servizi alle persone. Per questo dobbiamo difenderla e stare uniti". Sarà così?

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