Oggi 8 marzo si festeggia la festa delle donne o almeno così dovrebbe essere. In tutto il mondo vige ancora una società fortemente maschilista che non considera la donna alla pari dell'uomo e cerca di reprimere con la violenza tutte quelle donne che si ribellano alla società misogina, affermando la propria libertà e indipendenza. Il femminicidio e' un fenomeno diffuso purtroppo in tutto il mondo. E' un omicidio di genere: la donna viene uccisa in quanto donna e spesso questo avviene tra le mura domestiche. Il fatto stesso che ci sia la festa della donna fa riflettere: vuol dire che siamo ancora lontani dall'uguaglianza di fatto.

Oggi in Turchia, a Istanbul in occasione della giornata dell'8 marzo delle studentesse universitarie sono state aggredite.

Donne aggredite al campus di Bilgi

A Bilgi, università della città di Istanbul, un gruppo di 15/20 persone ha aggredito verbalmente e fisicamente le ragazze del campus al grido di 'Allah o Akbar'. Le donne sono state insultate,additate come 'infedeli' e 'puttane'. Sembra che alcune di loro abbiano riportato dei danni fisici, anche se fortunatamente lievi. Le donne del campus stavano discutendo riguardo alla giornata sulla festa della donna e stavano pranzando insieme. A quanto pare alcuni ragazzi si sono uniti al gruppo di aggressori. L'aggressione è stata prevalentemente di tipo psicologico ma non per questo meno grave: lo stesso odio misogino che porta alla violenza fisica e' presente nella violenza psicologica e molto spesso quest'ultima precede la violenza fisica favorendo una cultura sessista e discriminatoria.

Le giovani stavano organizzando un corteo

Le ragazze turche stavano organizzando un corteo in onore delle donne all'interno del campus, corteo che doveva precedere quello serale nella città di Istanbul. Gli aggressori subiranno sicuramente delle sanzioni disciplinari anche se probabilmente non saranno mai abbastanza. Ci auguriamo che quanto accaduto oggi non scoraggi le studentesse turche ma che continuino a lottare per la propria indipendenza e la propria libertà.