In Siria il sangue continua a scorrere, lo fa come un fiume in piena, e a pagarne le conseguenze più grandi sono sempre i civili, soprattutto i bambini. Sono proprio i civili, infatti, le sole vittime dell'ennesimo raid aereo che, con bombe e probabile uso di gas, questa mattina ha colpito Khan Sheikhun, una cittadina siriana nella provincia di Ildib, zona nelle mani dei ribelli.

Sospetto uso di gas

Stando all'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), per il raid aereo sarebbero stati usati dei gas tossici, come dimostrato da sintomi ascrivibili all'uso di armi chimiche, quali convulsioni, schiuma alla bocca, pupille contratte e difficoltà respiratorie.

Il comando delle forze armate siriane, in un comunicato diffuso dall'agenzia governativa Sana, ha però smentito di aver compiuto attacchi con armi chimiche e ha aggiunto di ritenere responsabili i gruppi terroristici, pur tra lo scetticismo delle opposizioni con sede all'estero che continuano ad accusare Damasco e gli aerei governativi, ritenuti responsabili dell'accaduto.

Bombe anche sugli ospedali da campo

Subito dopo il primo raid, sono state ripetutamente colpite anche varie strutture sanitarie impegnate nel soccorso dei feriti, facendo crescere il bilancio dei morti a oltre cento, ma tutto resta ancora fortemente incerto. Per l'associazione dei medici volontari Uossm, i feriti e gli intossicati sarebbero circa 300, alcuni in condizioni molto gravi, e tra essi molti bambini, come mostrano le foto e i filmati raccapriccianti dei momenti immediatamente successivi al raid, nonché le testimonianze dei medici impegnati nei soccorsi.

Ferma condanna internazionale

Ferma e immediata è stata la condanna del mondo politico internazionale che ha in gran parte definito l'accaduto "crimine di guerra", mentre Francia e Gran Bretagna hanno subito chiesto un vertice di emergenza Onu - a cui parteciperà anche l'Italia- che si terrà a Bruxelles nella giornata di oggi, mercoledì 5 Aprile, per discutere dell'ennesima strage siriana di civili, vittime di una guerra assurda che dura da sei anni, e condannare l'uso delle armi di distruzione di massa

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