Sembra ormai entrato a far parte della nostra quotidianità. Nonostante la crudeltà, la brutalità, la vigliaccheria di chi lo commette. Parlare di femminicidio è diventato normale, una notizia all'ordine del giorno. Ed oggi è successo ancora. Vittima questa volta una medico, Ester Pasqualoni, di 53 anni, che lascia due figli obbligati a perdere la propria mamma senza alcun motivo.

Una donna speciale, responsabile del day hospital dell'ospedale di Sant'Omero (Teramo), nel cui parcheggio è stata uccisa.

Barbaramente, probabilmente con diverse coltellate al collo e al torace che hanno posto fine alla sua vita in poco tempo. Così poco da non poter neanche indicare chi avesse compiuto quell'orribile gesto, neanche ai primi soccorritori, i suoi colleghi. Una donna sensibile, umana, disponibile con i propri pazienti a qualsiasi ora del giorno e della notte, sempre a stretto contatto con la morte ma proprio per questo ancor di più amante della vita, come spiega chi l'ha conosciuta.

Uccisa nel parcheggio probabilmente da uno stalker

Ester Pasqualoni, terminato il turno di lavoro, stava raggiungendo la propria macchina per tornare a casa.

Qualcuno, però, non le ha permesso di raggiungerla. I sospetti ricadono su di un uomo che la perseguitava da tempo, da anni. Uno Stalker contro il quale aveva presentato più denunce, tutte archiviate. Un uomo con cui non aveva avuto alcun tipo di relazione, ma che era ossessionato da lei, tanto da seguirla dovunque, pare persino davanti la scuola dei suoi figli. Sul luogo del delitto è giunto il sostituto procuratore della Procura di Teramo, Davide Rosati, mentre i Carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica e del Reparto operativo di Teramo sono alla ricerca di un'auto che alcuni testimoni avrebbero visto allontanarsi.

"Ho trovato questa persona a terra riversa in una pozza di sangue - ha dichiarato Piergiorgio Casaccia, medico del Pronto Soccorso del nosocomio teramano e collega della vittima -, con diversi colpi al collo e al torace, ma ormai non aveva più polso. Era sfigurata in volto, e purtroppo l'ho riconosciuta solo dopo mezz'ora, quando i Carabinieri hanno preso i documenti e capito che lavorava in ospedale. Erano evidenti i segni di colluttazione. Era una persona stupenda, per i malati oncologici Ester c'è sempre stata.

Ancora è assurdo per me pensare che la vittima sia Ester, è morta tra le mie braccia. Ci rimane solo disperazione e pianto".

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