Remigio Sciacca, sorvegliato speciale ed esattore del clan camorristico dei Cennamo, è stato ucciso da numerosi colpi di pistola ad Afragola, in provincia di Napoli. L'uomo è stato colpito mentre guidava la propria auto. Un giovane, con il viso nascosto da un casco integrale, si è affiancato all'autovettura ed ha sparato. I proiettili hanno raggiunto anche la moglie di Sciarra, seduta di fianco. La donna è rimasta ferita ad una mano, ma non è in gravi condizioni. Sul sedile posteriore c'era il figlio della coppia, undicenne, seduto vicino ad un amichetto: entrambi sono rimasti illesi.

La vittima era un pregiudicato

Sciarra era un pregiudicato con alle spalle reati per rapina e usura. Nel 2011 fu arrestato per estorsione ai danni di un imprenditore della zona. Scarcerato nel 2014 con riduzione della pena, era tornato ad essere oggetto di indagini per associazione a delinquere. Noto agli investigatori come collaboratore tra i più fedeli al Boss Antonio Cennamo detto ‘o Malomm, capo del clan, deceduto nel suo letto lo scorso febbraio dopo la scarcerazione a causa di una grave malattia.

Camorra, scia di sangue

A Giugliano, il 26 maggio sono stati uccisi Vincenzo ed Emanuele Staterini, padre e figlio, del clan Vastarella. Una trappola organizzata all’interno di una tabaccheria. I due, raggiunti da un uomo con il viso coperto, sono stati colpiti da diversi proiettili che non hanno lasciato loro scampo. Nello stesso periodo, sempre ad Afragola, in un’imboscata, è stato ucciso l’imprenditore Salvatore Caputo, 72 anni, ex consigliere comunale coinvolto nella realizzazione della TAV, la linea ad alta velocità, per un giro d’affari di oltre cento milioni di euro. Caputo era sospettato di essere un affiliato al clan dei Moccia, in guerra con i Cennamo.

Gli altri agguati dell'ultimo periodo

A Napoli, nella notte tra il 26-27 maggio, è mortro Carmine Picale, sospettato di appartenere al Clan Sequino. Un uomo con il viso celato da un passamontagna ha bersagliato la vittima mentre si trovava in pub in via Chiaia. Soccorso da alcuni amici è stato portato d’urgenza all’ospedale Loreto Mare, dove è morto qualche ora dopo il suo arrivo. Il 27 maggio altro duplice omicidio a Miano, rione di Napoli, dove hanno trovato la morte Carlo Nappello e il nipote, entrambi pregiudicati, seguaci del clan camorristico dei Lo Russo.

I due a bordo di uno scooter percorrevano la strada Vincenzo Calente: affiancati da un altro mezzo, dove c’erano due uomini alla guida, sono stati mitragliati da venti colpi di una semiautomatica. Il distretto Antimafia sta indagando sui collegamenti tra i delitti.

Guerra tra clan

Gli inquirenti sospettano un regolamento di conti di stampo camorristico a stampo camorristico. Sono sette gli omicidi in dieci giorni tra Napoli, Marano, Afragola e Miano. Dalle indagini emerge un collegamento con l’opera della TAV, la linea dell’Alta velocità, che tra qualche giorno verrà inaugurata in presenza del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

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