Ciò che l'incuria, l'errore umano e un destino infausto possono scatenare agendo all'unisono è quanto è successo mercoledì 13 giugno (le 2 di notte) a Londra, North Kensington, a due passi da Notting Hill. Il Grenfell Tower costruito negli anni settanta è ben diverso dalle Twin Towers newyorkesi andate in fumo nell'attacco terroristico del 2001, eppure molte sono le analogie che accomunano i due grattacieli.

Anche la Grenfell Tower va a fuoco in pochi minuti e minime sono le possibilità di salvarsi; anche da questo grattacielo ci sono stati tentativi disperati di salvarsi buttandosi dalla finestra; anche qui i pompieri hanno tentato l'impossibile, anche se si sono resi conto ben presto dell'inadeguatezza dei mezzi a disposizione. Ma una differenza sostanziale c'è stata: in questa tragedia sotto il cielo di Londra c'è l'amara consapevolezza che tutto questo si poteva evitare.

Grenfell Tower, una tragedia annunciata

È impressionante fino a che punto il destino tragico del Grenfell Tower fosse già scritto da tempo. È quanto emerge dalle ricostruzioni delle principali testate giornalistiche. Il Times parla del rogo di mercoledì notte come di un evento assolutamente velocissimo e consumatosi in 15 minuti. Di fatto, il grattacielo è andato in fiamme presumibilmente per un'esplosione al quarto piano (un frigorifero o un fornello) in una struttura di 24 piani per un numero complessivo di 120 appartamenti e 600 inquilini.

Il Guardian pone la tragedia di North Kensington sotto una lente d'ingrandimento dichiaratamente accusatoria: mette in luce, cioè, i molti "avvertimenti ignorati e le ripetute denunce cadute nel vuoto lanciate dagli abitanti e dagli inquilini" già diversi anni prima. Il Telegraph definisce il fatto come una "strage che aspettava di accadere"; mentre i tabloid Daily Mail e il Sun riflettono l'indignazione del post-dramma.

"Come diavolo è potuto succedere?" è la domanda senza risposta del primo. "Ci avevano detto che era sicuro", la dichiarazione ormai inutile del secondo.

Grenfell Tower, l'inascoltato allarme lanciato nel 2012

La velocità con cui le fiamme si sono propagate non lascia dubbi: il grattacielo non era costruito a norma. Anzi. Sono stati proprio i lavori di ristrutturazione del 2016 (con costi pari a circa 10 milioni di sterline) a facilitare le fiamme e a ridurre una struttura di 24 piani in una torcia in meno di 20 minuti.

Secondo le ricostruzioni, alle 0.45 è partita la prima chiamata al 999. All'1.30 pressoché tutta la struttura era avvolta dalle fiamme. Sotto accusa sarebbero i rivestimenti della facciata con "pannelli di alluminio imbottito di polistirolo", che avrebbero facilitato la propagazione delle fiamme. Fiamme che poi si sarebbero diffuse "lungo le pareti esterne alimentate dal combustibile utilizzato per riscaldamento e cucine".

Già nel 2012 gli inquilini avevano denunciato i limiti del grattacielo in questione. Creando un comitato - il Grenfell Action Group - avevano dato l'allarme rivolgendosi direttamente alla ditta proprietaria dell'immobile, la Kensington and Chelsea Tenant Management Organisation (KCTMO). Ma le agitazioni e le denunce non avevano sortito alcun effetto e, anzi, dopo i lavori di ristrutturazione del 2016, erano stati rassicurati del fatto che tutto era in regola. Tutte parole che i fatti di mercoledì hanno smentito in modo inequivocabile e tragico.

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