È proprio così, a malta non viene sbarcato un solo profugo. Eppure si trova proprio sulla tratta che le navi delle ONG percorrono regolarmente per salvare i migranti in mare, si trova addirittura più vicina all'Italia rispetto a Lampedusa. Sembra proprio che nell'ultimo anno questa piccola nazione abbia fatto un miracolo economico: il turismo aumentato del 6% e la disoccupazione scesa al 4,2% su una popolazione di 420 mila abitanti.

Malta, bella isola senza "solidarietà"

Bella isola, dove si sparano fuochi d'artificio la sera in spiaggia, dove aprono locali e c'è sempre da festeggiare qualcosa con musiche tutte diverse.

Il tutto avviene mentre a pochi chilometri di distanza le navi delle ONG e della Marina Militare italiana traghettano migliaia di migranti dalle acque libiche fino alle coste dell'Italia. Viene in mente, ovviamente, perché nessuno abbia mai pensato a Malta, Paese dell'Unione Europea, per scaricare qualche immigrato. L'isola è abbastanza grande con molte strutture ricettive e decisamente molto ricca, nell'ultimo anno il Governo ha annunciato un surplus di bilancio di ben 8,9 milioni.

Il premier maltese, Joseph Muscat, lo ha definito un miracolo economico. Cosa avviene veramente con Malta lo afferma in commissione Schengen il capo ufficio della Guardia costiera italiana: "Malta ci nega l’attracco.

Tendono a sottovalutare le condizioni di reale pericolo in cui si trovano le imbarcazioni per sottrarsi all’obbligo di dichiarare intervento Sar e dunque intervenire. Si limitano a un monitoraggio, fino a quando le barche dei migranti non lasciano le acque territoriali maltesi". Non ci sono dunque altre spiegazioni, i migranti non li vogliono e non li prendono.

Punto.

Malta è il porto d'attracco della nave Phoenix

Nella questione dei migranti e delle operazioni umanitarie in mezzo al mare esistono due nomi importanti, due imprenditori, ovvero i coniugi Regina e Christopher Catambrone. Dal ramo assicurazioni in zone di conflitto si sono dedicati completamente alla causa umanitaria. Proprio sulla loro attività si sono concentrate le indagini del procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro.

I sospetti derivano proprio dall'origine dei fondi di cui la famiglia dispone e sul modus operandi della stessa, che si avvale di un piccolo aereo e di un drone per le ricerche in mari di migranti. Quello che è certo però è che, tramite le loro imbarcazioni, non hanno mai sbarcato un solo migrante salvato in mezzo al mare a Malta.