L’era di Vladimir Putin è continuamente messa in discussione dall’interno. La reazione del leader del Cremlino è sempre la stessa: arresti in massa dei manifestanti per fermare la protesta e forze dell’ordine schierate. Sono oltre 750 i sostenitori della lotta anticorruzione in stato di fermo nella capitale russa e oltre 900 a San Pietroburgo. Alexey Navalny, il leader dell’opposizione, è stato arrestato mentre si accingeva ad uscire di casa mezz’ora prima dell’inizio della protesta, il cui intento è quello di fermare la corruzione che infetta la politica russa.

Navalny ha organizzato la manifestazione, che si è svolta su tutto il territorio russo, proprio in occasione della Festa Nazionale. Da Nord a Sud della Russia, la popolazione è scesa in massa nelle piazze a protestare, una partecipazione che supera di gran lunga quella del 26 marzo scorso, secondo gli organizzatori, segno che una buona parte dei russi sono stanchi e stremati dalla politica portata avanti con pugno di ferro da Putin.

Navalny arrestato sulla porta di casa

È stata la moglie del noto blogger, Julia Bulk, a divulgare la notizia dell'arresto di Navalny utilizzando l'account Twitter del marito.

La polizia russa ha arrestato il leader dell'opposizione sulla porta di casa, proprio mentre si accingeva a porsi alla guida della protesta, con l’accusa di aver ripetutamente violato le norme che regolano l’organizzazione delle manifestazioni e di aver resistito ad un ordine dato dalla polizia. Ma a quanto ha raccontato lo stesso Nalvany, è stato costretto ad annullare il tragitto concordato con il sindaco, perché le compagnie che si occupano di costruire i palchi per le manifestazioni e che gestiscono le apparecchiature audio, non hanno voluto prendersene carico.

Nel tweet Julia ha anche specificato che il marito voleva che si andasse avanti con i piani stabiliti. I manifestanti russi non se lo sono fatto ripetere due volte e sono scesi in piazza a protestare. A dare conto del numero degli arresti è il sito internet Ovd-Info, nato 6 anni fa, che informa la popolazione sulle azioni effettuate dalla polizia durante le manifestazioni di protesta in piazza in tutta la Russia.

Arrestato anche Roman Rubanov, il direttore dei fondi anticorruzione di Navalny.

Trascinato su una jeep l’attivista Ilya Yashin

Mentre in Cina i movimenti di protesta hanno conseguenze per la maggior parte letali e le notizie non trapelano facilmente all’esterno, in Russia la polizia si sente in dovere di dare spiegazioni, soprattutto alla stampa internazionale. Il capo dipartimento della sicurezza della capitale Vladimir Chernikov ha, infatti, detto che i manifestanti sono inadeguati e vogliono solo provocare, che sono persone che non sanno dialogare e prendersi la responsabilità delle proprie azioni; è stato grazie al tempestivo intervento della polizia che la Festa Nazionale ha potuto proseguire indisturbata, ha continuato Chernikov, e ha finito affermando che non è mai stata intenzione delle forze dell’ordine procedere ad arresti di massa.

Ma tra gli arrestati di questo pomeriggio c’è stato anche Ilya Yashin, cofondatore del movimento russo Solidarnost. L’attivista e politico liberale 33enne è stato prelevato e trascinato su una jeep dalle forze antisommossa. Il giovane è stato considerato da Amnesty International come prigioniero di coscienza. Yashin è famoso per aver ardentemente manifestato contro il governo e per aver affisso uno striscione di fronte al Cremlino.

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