Stessa zona del 24 agosto dello scorso anno. La terra vicino ad amatrice, in provincia di Rieti, non smette di tremare, facendo registrare picchi di magnitudo 3.9, mentre nella zona dell’Aretino si sono avvertite scosse di intensità pari a 3.1 gradi della scala Richter. L'ipocentro del sisma - la zona in cui ha origine un Terremoto, usato dai sismologi per calcolare la profondità, analizzando la differenza dei tempi di arrivo delle onde sismiche emesse - secondo quanto riferito dall'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) è collocato a 11 km di profondità, con epicentro a 5 km dalla cittadina di Cittareale (provincia di Rieti), a 13 Km dall'aquilana Montereale, a 17 da Arquata del Tronto (provincia di Ascoli Piceno) e a 19 da Cascia (provincia di Perugia).

È ormai da diverse ore che si avvertono scosse di assestamento della crosta terrestre: ieri alle 23:41, sempre nei pressi di Amatrice, si è avvertita una scossa di magnitudo 3.5.

Epicentro sempre nel Centro Italia

Fortunatamente nessun danno a persone o cose. Ma la paura che si ripetano i devastanti terremoti dello scorso anno non fanno vivere serenamente, né tantomeno fanno riprendere fiato agli abitanti del Centro Italia. Ad essere state interessate dalle nuove scosse telluriche sono, infatti, le stesse zone colpite il 24 agosto del 2016 (di magnitudo 6) e il 30 ottobre (magnitudo 6.5) dello scorso anno.

Due nuove scosse sono state registrate ieri mattina (magnitudo 3.1) e un'altra di 3.9 gradi della scala Richter intorno alle 2:25 di questa notte. Anche nella provincia di Arezzo, alle 2:39, è stata registrata una scossa di terremoto pari a 3.1 gradi. In questo caso l’ipocentro, come rilevato dall’Ingv, è avvenuto a 9 km di profondità, con epicentro a 2 km da Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, a 15 Km dalla perugina San Giustino, e a 16 Km dalla cittadina della provincia di Forlì-Cesena, Verghereto.

Anche in questo caso non si registrano danni.

È ancora vividissimo il ricordo, e soprattutto sono ancora visibili i danni provocati dal terremoto dello scorso anno. Soprattutto, non scompare la paura per una terra che ha richiesto, nemmeno un anno fa, un sacrificio umano imponente: 294 le vittime ufficiali, di cui la maggior parte, 241, risiedevano nella provincia di Rieti. Furono distrutti dal sisma i paesini Amatrice e Accumoli, entrambi della provincia di Rieti, e due nella provincia di Ascoli Piceno, Arquata e Pescara del Tronto.

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