Se volevano buttarla fuori con il primo pretesto valido, ci sono riusciti benissimo. L'assurda vicenda è capitata alla nostra connazionale Silvia Mecati, 43 anni, da tre impiegata come cameriera presso l'esclusivo Oxford and Cambridge Club di Londra, frequentato dall'alta società internazionale. La donna è stata licenziata in tronco con l'accusa di furto, per aver portato a casa una porzione di lasagna che le spettava, ma che non aveva fatto in tempo a mangiare durante l'orario di lavoro. La vicenda è stata riportata anche dalla stampa inglese.
Una terribile umiliazione
Quanto possa essere dura la vita per i nostri connazionali all'estero per lavorare, lo dimostra la vicenda di Silvia Mecati, da 4 anni in Inghilterra e da tre in servizio presso l'Oxford and Cambridge Club, rinomato ed esclusivo club che ha 200 anni di vita, ed è frequentato dall'alta società che paga 1.400 euro di iscrizione annuale. Invece la paga di Silvia era a stento di 9 euro l'ora.
Sbigottita ed arrabbiata, la lavoratrice ha raccontato la vicenda al "Corriere della Sera": a pranzo ha preso un pezzo di lasagna, ma non essendo riuscita a mangiarla perché impegnata sul lavoro, l'ha conservata in un contenitore e riposta nel frigo. Quando ha finito il suo turno ha prelevato il contenitore e l'ha messo in borsa per portare il pasto a casa.
Ma all'uscita dal locale, il proprietario l'ha fermata chiedendole di mostrarle cosa avesse nella borsa. Silvia ha raccontato che non era mai accaduto niente del genere in tre anni di servizio.
Il Club le dà il benservito
Quando Silvia si è giustificata dicendo che aveva preso il suo pranzo per portarlo a casa, non avendo avuto tempo di mangiare in servizio, il proprietario le ha domandato se avesse chiesto un permesso scritto o verbale allo chef o al suo capo. Tanto è bastato perché fosse accusata di furto e sospesa dal lavoro. Ma il peggio doveva ancora venire. In seguito ad una riunione disciplinare convocata dal Club, Silvia è stata licenziata definitivamente. Nella lettera di spiegazioni inviata dal datore di lavoro, si legge che non vi sono alternative a causa del "comportamento scorretto" della dipendente che avrebbe violato il contratto.
Il regolamento del locale prevederebbe che si debba chiedere il permesso per portar via del cibo dalla cucina. In altre parole, si tratterebbe di un licenziamento per "giusta causa".
Vicenda che lascia con l'amaro in bocca
Chissà se quella lasagna che ha scatenato il licenziamento era buona, appetitosa o almeno appetibile. Di sicuro, la vicenda lascia l'amaro in bocca. La 43enne licenziata in tronco come fosse una "ladra", non ha percepito lo stipendio del mese in cui è accaduto il fatto. Intanto il Club ha comunicato che riunirà un'ulteriore commissione disciplinare condotta da una figura indipendente. A parte questo nessun commento, silenzio glaciale. Silvia è allibita: non era mai stata "punita" prima d'ora, e ci ha tenuto a specificare che si trattava di cibo che, al termine della giornata, sarebbe finito nell'immondizia. Era l'ultima porzione di lasagna rimasta, e la cucina era già stata pulita: "È stata solo una scusa per farmi fuori".