Negli Stati Uniti si concentrano quasi la metà delle armi civili del mondo. Alcuni dei possessori di queste armi, per il quotidiano spagnolo El Paìs, hanno spiegato da che cosa deriva la necessità di avere sempre un'arma a portata di mano. Negli ultimi anni sono stati tanti i casi di sparatorie che si sono trasformate in tragedie, l’ultima si e verificata mercoledì scorso in Florida, dove un ragazzo di 19 anni, armato, è entrato nella sua vecchia scuola ed ha sparato più di 100 colpi uccidendo 17 persone, quasi tutti adolescenti e tutto questo senza un motivo.

Gli Stati Uniti che rappresentano poco più del 5% della popolazione mondiale, possiedono oltre il 40% delle armi civili del mondo e secondo Pew Research, tre adulti su dieci possiedono almeno uno o tre armi, mentre altri stanno pianificando di averle in futuro.

In casa un arsenale di 42 armi per passione

E' il caso di Scott Porter il quale ha avuto il suo primo fucile all’età di 13 anni, un calibro 20.

Per lui, come anche per suo fratello Ross, il fucile è stato un regalo di Natale da parte della loro madre. Il secondo fucile, un calibro 22, Porter lo ha avuto quando ha compiuto 18 anni e poi negli anni successivi anche altri cinque fucili da caccia. Ma il suo arsenale e quello di suo fratello, che è morto due anni fa, si è arricchito anno dopo anno con armi di ogni tipo. Oggi lui conta 42 pezzi della sua collezione.

Alla domanda sul perché di tutto questo arsenale, Porter ha dichiarato semplicemente il suo grande amore per le armi e che da sempre è un appassionato di caccia. Secondo lui, quando succedono tragedie come quella di mercoledì in Florida, è sbagliato attribuire la colpa alle armi. Il 57enne Porter lavora come tecnico e vive con il suo partner a Baton Rouge ed è cosciente che per la gente lui sembra solo un pazzo perché tiene in casa un arsenale del genere, ma nessuno non riesce a capire la sua passione.

Dopo la tragedia di Sandy Hook aumentarono le vendite di fucili e pistole

Dopo la tragedia che successe nella scuola elementare di Sandy Hook il 14 dicembre 2012, dove il giovane Adam Lanza è entrato uccidendo 20 bambini tra i sei e i sette anni, ed oltre sette adulti, alcuni hanno pensato in una svolta per quanto riguarda il possesso delle armi negli Stati Uniti. Però nei mesi successivi le vendite di fucili e pistole si moltiplicarono per il timore che la tragedia avrebbe portato i legislatori a imporre ulteriori restrizioni.

Niente di tutto ciò è avvenuto e le richieste di una parte importante della società sono state fermate al Congresso. Secondo El Paìs, sei americani su dieci che credono che le regole dovrebbero essere più severe a tal riguardo. Secondo la stampa statunitense le vendite delle armi sono aumentate nell'ultimo anno tra gli afro-americani e i membri di comunità Lgbt. Tra i proprietari di armi ci sono più uomini che donne e più repubblicani che democratici.

Secondo gli americani il diritto di possedere le armi è sancito nel secondo emendamento della loro Costituzione e non si discute negli Stati Uniti, ma la polemica ruota intorno a come questo principio viene interpretato, e quali sono i vincoli che devono essere messi. Questo diritto ha dato origine a un mercato talmente libero che un ragazzo di 18 anni, a cui non è permesso acquistare neppure una birra, può possedere un fucile semiautomatico AR-15, lo stesso usato mercoledì scorso in Florida. Dopo ogni massacro si ripete una quadro simile: confusione nazionale, incredulità e un aumento nelle vendite delle armi.

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