Il programma RAI "Chi l'ha visto" torna a parlare dei tre napoletani scomparsi in messico a fine gennaio, di cui ormai si è persa ogni traccia. A quasi tre mesi dalla scomparsa di Antonio e Raffaele Russo e di Vincenzo Cimmino, la vicenda è sempre più complessa ed inquietante, unica certezza è la corruzione senza freni delle forze dell'ordine messicane.

La telefonata tra il boss ed il poliziotto

Nella puntata dello scorso 28 marzo, Federica Sciarelli ha fatto ascoltare l'intercettazione di una telefonata tra Mencho, un boss della malavita locale, che impartisce ordini al capo della polizia di Guadalajara: “Fai calmare i tuoi uomini di m...altrimenti ti spacco la faccia”, grida in uno spagnolo concitato il narcotrafficante.

”Qui i colpi partono come niente. Falli rientrare perché qui tutti prendono i soldi", ed il funzionario della polizia risponde con un sommesso “..Stia calmo signore, mi scusi“. La collusione della polizia di Guadalajara era ormai già nota, mentre Antonio Russo ed il cugino Vincenzo Cimmino iniziano le ricerche di Raffaele - il primo a scomparire- vengono intercettati da alcuni agenti presso un distributore.

“Non abbiamo trovato papà ma nel frattempo siamo stati prelevati dalla polizia, che ci ha chiesto di seguirli”, è il messaggio audio inviato tramite whatsapp da Antonio al fratello Daniele che si trovava a Napoli. In un primo momento le autorità messicane confermano l'arresto dei due napoletani, per poi smentire qualche ora dopo. Da allora il buio.

Venduti per 43 euro,perché i narcos li vogliono?

Le indagini partono in ritardo, la Farnesina viene coinvolta solo dopo 15 giorni dalle famiglie dei rapiti, che auspicavano in un rapimento a scopo di estorsione, da poter risolvere velocemente e senza clamore.

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Cronaca Nera

Quattro poliziotti confessano di averli venduti ad un cartello criminale per 43 euro. Secondo i legali delle famiglie Russo e Cimmino, è pronta una task force dell'Interpol per coadiuvare nelle indagini la Policia Federal messicana. Tra i diversi punti oscuri della vicenda c'è quello del movente, nessuno sa spiegare -o vuole farlo- quale sia il motivo per cui una organizzazione di narcos messicani, abbia dato la caccia ai tre connazionali. Che si potrebbe ricollegare al tipo di attività dei tre uomini, fino ad ora poco chiara nella ricostruzione dei parenti.

Una lunga scia di morti misteriose

Si era parlato anche della pista del commercio dei generatori elettrici, attività molto florida in Messico, dove i villaggi rurali non sono raggiunti dalla rete elettrica. È possibile che Antonio, Raffaele e Vincenzo abbiano fatto concorrenza alla persona sbagliata, o che abbiano cercato di vendere prodotti di bassa qualità, inutilizzabili dopo pochi mesi.

Di fatto negli ultimi quindici anni, sono stati uccisi, o sono scomparsi, altri italiani di origini napoletane in Messico, presumibilmente legati a questo tipo di attività commerciale.

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