Una studentessa della Cornell University di New York, Letitia Chai, si é svestita mentre discuteva la sua tesi dal titolo "Acting in public: Performance in Everyday Life".
L'antefatto
L'atto provocatorio e apparentemente illogico sarebbe invece una risposta a quanto avvenuto pochi giorni prima durante le prove della presentazione. In quella occasione, la professoressa che seguiva Letitia avrebbe rivolto una critica alla giovane, sottolineando quanto gli shorts di quest'ultima fossero corti. Scrive la Chai su Facebook: "La prima cosa che mi é stata detta dalla docente é stata 'Vorresti realmente indossare questi abiti?
Hai seriamente intenzione di farlo?' ".
Le polemiche
Uno scambio di battute che ha avuto il gusto di una sfida femminile più che una presa di posizione ideologica da 'femen'. La professoressa Rebekah Maggor, prof universitaria del corso "Performing and media arts", afferma che quei pantaloncini erano troppo corti, e che Letitia avrebbe dovuto riflettere sul proprio vestiario in quanto oratrice, poiché i suoi abiti avrebbero pur sempre comunicato un messaggio. Chai ha dichiarato, nell'intervista concessa al giornale Sun, che la sua professoressa temeva che l'abbigliamento in questione avrebbe attirato eccessivamente il pubblico maschile, distraendolo dalla presentazione.
Il clamoroso gesto
Letitia, una volta spogliatasi dinanzi al pubblico, avrebbe invitato i propri colleghi a fare altrettanto, incontrando il consenso di non pochi studenti, i quali si sarebbero poi cimentati a togliersi i vestiti.
L'atto della Chai é stato poi accompagnato da parole che nulla avevano a che vedere con la motivazione della protesta. Nel video pubblicato da numerosi giornali, si vede la ragazza asiatica pronunciare le seguenti parole "Non sono Letitia Chai, non sono una ragazza asiatica ma sono un essere umano e vi chiedo di unirvi a me e di rivelarvi e di guardare gli altri per ciò che sono veramente". Un discorso che é maggiormente attinente al tema della tesi della studentessa ("Integrazione dei profughi",come gruppo spesso emarginato dalla società) più che a un'orazione femminista tipicamente sessantottina, che forse il pubblico si sarebbe aspettato. Non si sa con certezza quali reali motivazioni abbiano spinto alla piccola protesta della giovane ragazza, ma l'evento non è dissimile da numerosi episodi che avvennero negli anni '60, epoca della contestazione giovanile e della critica alla vecchia cultura delle formalità, in quei tempi simbolo del potere.