L’incubo è durato per alcuni mesi. Minacce, maltrattamenti ed abusi da parte dell’uomo che non voleva accettare di essere stato lasciato e che aveva reso la vita infernale alla sua ex ed alla sorella della giovane. Una brutta vicenda, a cui hanno posto fine i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gioia del Colle, in Puglia, attraverso la notifica di un’ordinanza di custodia cautelare ad un marocchino 35enne che si trovava già da qualche tempo nel carcere di Lucera, dove era stato trasferito dopo l’arresto in flagranza di reato per altri crimini commessi, lo scorso mese di marzo.

Numerosi i reati contestati nei suoi confronti: stalking, maltrattamenti e violenze sessuali.

Dalle minacce alle violenze

Le vittime sarebbero due sorelle, connazionali del loro aguzzino, che avrebbero cominciato a subire le vessazioni dallo scorso ottobre. A scatenare la violenza sarebbe stata la fine della relazione di una delle due con l’uomo, che non avrebbe preso per nulla bene la decisione di essere lasciato: da quel momento, infatti, sarebbero iniziate le minacce. Le indagini svolte dai carabinieri sotto la direzione del pm Simona Filoni, avrebbero confermato come il 35enne, una volta rimasto solo, avrebbe cominciato a perseguitare le due donne, picchiandole e arrivando anche a costringere entrambe a subire rapporti sessuali.

Secondo le forze dell’ordine le vittime non sarebbero riuscite a ribellarsi per mesi, perché vivevano “in uno stato di vero terrore” generato dall’aguzzino.

Le indagini, dopo mesi di soprusi

Le intimidazioni, infatti si facevano sempre più pesanti: le due avrebbero corso il rischio di essere sfregiate con l’acido, rese invalide o addirittura bruciate vive, se non avessero acconsentito alle sue richieste. Le donne così hanno subito le angherie dell'uomo per settimane e settimane, senza trovare il coraggio per ribellarsi. Poi, finalmente lo scorso marzo, le vittime – ormai esauste – hanno avuto la forza chiedere aiuto al Centro Antiviolenza di Gioia del Colle, i cui operatori si sono rivolti subito ai carabinieri per denunciare l’accaduto.

Sono così partite le indagini, culminate con l'ordinanza di arresto, disposta dal gip del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista, che ha accolto le richieste della procura del capoluogo pugliese. Nel frattempo una delle giovani, per sfuggire ai continui soprusi del 35enne si è rifugiata in una casa protetta, sempre grazie all’aiuto del locale Centro Antiviolenza.