Il 19 luglio è una data impressa nei ricordi di quella parte d’Italia fiera della giustizia e della giusta legalità; 26 anni fa morivano a Palermo Paolo Borsellino e la sua scorta: Agostino Catalano, Claudio Traina, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e la coraggiosa Emanuela Loi.

Via D'Amelio ricorda e chiede verità

Via D’Amelio va ricordata prima di tutto per il significato dato al sacrificio di queste persone [VIDEO]. Il ricordo ad oggi è quello di 26 anni di depistaggi e bugie in cui, da come ha stabilito la sentenza del processo “Borsellino quarter”, un’altra parte dell’Italia, quella parte cui appartenevano anche personaggi di spicco dello Stato, assunsero un ruolo determinante nel depistare le indagini relativamente ai mandanti e agli esecutori di questa strage.

In questo si può riassumere il significato delle tredici domande poste da Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo Borsellino, e pubblicate da Repubblica: all’ omicidio del papà è seguito un depistaggio durato fino ad oggi, depistaggio “ordito da vertici investigativi ed accettato da schiere di giudici” iniziato fin da subito, quando la zona interessata dalla strage non è stata preservata, permettendo inoltre la sottrazione dell’ agenda rossa che il magistrato aveva sempre con sé. Nel giorno della commemorazione della sua morte via D’Amelio ha accolto centinaia di manifestanti, tra i quali anche il fratello, con in mano agende rosse che con un minuto di silenzio alle 16,58 hanno ribadito la necessità di verità e di giustizia.

L’ intreccio fra esercizio di legalità ed esigenza di giustizia unitamente al contesto culturale fanno di Paolo Borsellino una testimonianza significativa, un eroe della legalità: la sua morte, come quella dei colleghi, e di Falcone che li ha preceduti, riempie quel contenitore che è la legalità con un contenuto di vita legata all'esercizio e alla volontà di giustizia.

Dobbiamo a Borsellino se la Mafia è stata tirata fuori dalle proprie porte, ha segnato il termine di alcune associazioni mafiose permettendoci di conoscerle e quindi di combatterle al meglio. E' stato uomo di metodo: ha anche lavorato per rendere più efficaci gli interventi della magistratura grazie al lavoro in pool. Sono queste le connotazioni che fanno di Borsellino un gigante della magistratura italiana. Via D' Amelio è un fatto giudiziario, Borsellino appartiene alla storia della magistratura italiana come artefice di una parte della stessa.