La campagna dell'odio che corre veloce sui social network sta raccogliendo, purtroppo, i suoi frutti. Le notizie di cronaca che denunciano aggressioni violente nei confronti di cittadini stranieri in Italia sono sempre più frequenti. Nell'ultimo mese e mezzo ci sono stati otto casi, ma ciò che più sconcerta è la reazione della gente sulle pagine social e nei commenti ai vari articoli che vengono pubblicati sulle testate. Una deriva assolutamente vergognosa da parte di persone che giustificano tali atti e, anzi, tendono a sottolinearli come positivi.

Possiamo dire che i primi fuochi di questa escalation sono partiti con l'atto terroristico di Macerata, quando il militante di estrema destra Luca Traini ha ferito 6 immigrati sparando dalla sua auto. La striscia è proseguita nel peggiore dei modi: a marzo l'uccisione di Idy Diene, 54enne senegalese, avvenuta a colpi di pistola sul ponte Vespucci a Firenze; lo scorso giugno nel vibonese, in Calabria, fu di un morto e due feriti il bilancio di una sparatoria: la vittima si chiamava Sacko Soumali, maliano di 29 anni, componente dell'Unione Sindacale di Base per i diritti dei braccianti agricoli. Dalla metà di giugno in poi, l'escalation ha assunto dimensioni sempre più vaste e per nulla circoscritte a specifiche zone del Paese.

Due aggressioni in Campania

L'11 giugno scorso, a Caserta, due giovani maliani ospiti di una struttura Sprar sono stati bersaglio di colpi di pistola ad aria compressa partiti da un'auto in corsa: uno dei due, Daby, è stato ferito all'addome. Il 20 giugno qualcosa di simile è accaduto ancora in Campania, a Napoli, dove un cittadino maliano di 22 anni, Konate Bouyagui, con regolare permesso di soggiorno, è stato ferito all'addome da un piombino sparato nuovamente da un'auto in corsa.

Luglio: sei casi in meno di un mese

Nel corrente mese di luglio, gli episodi si sono intensificati. Il 2 luglio una donna nigeriana è stata avvicinata da uno scooter e ferita ad un piede, è accaduto a Forlì dove tre giorni dopo, il 5 luglio, un cittadino ivoriano che viaggiava in sella ad una bicicletta è stato colpito alla pancia da proiettili softair sparati da un'auto.

L'11 luglio, a Latina, due giovani nigeriani sono stati bersaglio di colpi sparati da un'arma ad aria compressa mentre si trovavano alla fermata dell'autobus. Episodio ancora più sconcertante il 17 luglio a Roma, quando una bambina rom di 13 mesi è finita in ospedale dopo essere stata ferita da un'arma ad aria compressa: la piccola si trovava in braccio alla madre, i colpi sono stati esplosi da un uomo che si trovava su un balcone. Gli ultimi due fatti di cronaca sono recentissimi: il 26 luglio in provincia di Vicenza un operaio cittadino di Capo Verde è stato colpito alla schiena da un'arma da fuoco impugnata da un uomo sul balcone di casa, mentre ieri, 27 luglio, in quel di Caserta, un guineano chiedente asilo è stato ferito al volto da un colpo partito da una pistola ad aria compressa.