Yulen è precipitato nel pozzo da moltissime ore ormai: vani sono stati fino ad adesso tutti i tentativi di salvarlo, e mentre i media di tutto il mondo sperano nella riuscita delle operazioni di salvataggio, un esperto esprime dei dubbi sulla situazione di Yulen.

Yulen e il suo angelo custode Oliver

I genitori del bimbo di due anni intrappolato dentro un pozzo profondo più di 100 metri sono in queste ore sostenuti dal lavoro di alcuni psicologi e restano sempre accanto al campo base dove si stanno svolgendo i tentativi disperati e tenaci di salvare Yulen.

La tensione, col passare delle ore e il fallimento dei tentativi fino ad ora effettuati, sale sempre di più, col padre del bambino che non ad un certo non punto non riesce più a trattenere la rabbia per l'orribile situazione nella quale si trova suo figlio.

Yulen è in realtà il secondogenito della coppia, che ha avuto un altro figlio di nome Oliver, morto un paio di anni fa anche lui in circostanze drammatiche, stroncato da un infarto mentre giocava in spiaggia.

La madre di Yulen affida a facebook un disperato appello, rivolgendosi anche al figlio perduto Oliver, augurandosi che faccia da angelo custode e aiuti il fratellino a salvarsi.

Il bambino non è ancora neanche stato localizzato all'interno del pozzo, non si sa , insomma, a che profondità sia. I soccorsi stanno continuando a scavare un tunnel parallelo sperando di poter raggiungere Yulen in questo modo.

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Cronaca Nera

I dubbi di Luis Avial: il bambino potrebbe non essere nel pozzo

Mentre tutti sperano che il piccolo Yulen possa presto riemergere dal buco nero che lo ha inghiottito, un esperto di georadar e collaboratore della polizia, Luis Avial, esprime, nel corso di una conversazione con un giornalista di "laRazon.es", molti dubbi sull'unico fatto che sembra certo in questa storia: la presenza di Yulen nel pozzo.

Ricordiamo che il piccolo è precipitato mentre giocava nei dintorni della casa di uno dei suoi parenti e che un familiare ha spiegato di averlo visto cadere.

Nonostante questo Avial dice di aver espresso i suoi dubbi alla guardia civil. Secondo l'uomo se il bambino fosse precipitato nel pozzo sarebbe stato ben difficile che cadesse oltre i 70 metri (dove si ipotizza che si trovi), in quanto le radici e le pareti irregolari del pozzo lo avrebbero trattenuto rallentandone la caduta.

Altri dubbi, secondo l'esperto, nascerebbero dalla circostanza che il pozzo doveva essere necessariamente aperto al momento della caduta di Yulen, e in questo caso si tratterebbe di un negligenza della ditta che lo ha scavato. Intanto il titolare della stessa, Antonio Sanchez Gamez, si difende spiegando di aver invece chiuso l'apertura del pozzo con una pietra così pesante che sarebbe stato possibile rimuoverla solo con l'uso di mezzi meccanici.

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