Dopo l'uscita delle nuove mappe 3D di Google Maps, ci si è accorti di un errore non da poco. Sono infatti diventate ben evidenti delle basi militari segrete di Taiwan (tra cui alcune appartenenti anche agli Stati Uniti). In un possibile scenario di guerra futura con la Cina (scenario purtroppo non così irrealistico) aver rivelato le posizioni di questi centri strategici potrebbe rivelarsi fatale.

Taiwan (e gli USA) a "basi scoperte" per colpa di Google Maps

Sembra una storia tutta da ridere, ma in realtà è un errore molto grave.

Alcuni dei siti militari più segreti di Taiwan (comprese le strutture per i missili Patriot degli Stati Uniti che si trovano in quel territorio) sono stati rivelati per sbaglio al pubblico grazie alle ultime mappe 3D rilasciate da Google.

I membri del Governo di Taiwan hanno subito richiesto un piano di emergenza per impedire che le località segrete vengano prese di mira da Pechino in caso di un conflitto.

Il ministro della Difesa Yen Tehfa ha però chiamato la calma, dichiarando che è stata già creata una task force per collaborare con Google e creare gli aggiustamenti necessari alla sicurezza nazionale.

Le nuove mappe 3D di Google hanno migliorato la visualizzazione delle quattro principali città di Taiwan (Taipei, New Taipei, Taoyuan e Taichung) come già avviene per tutte le principali metropoli del mondo.

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In questo caso, però, non ci si è accorti che la "qualità visiva" è stata eccessiva, rivelando anche zone che sarebbero invece dovute rimanere invisibili.

Le tensioni tra Taiwan e la Cina

Nonostante le parole tranquillizzanti e l'intervento precipitoso, tutte le strutture sono chiaramente visibili sulle nuove mappe (e con un tale grado di risoluzione da permettere di vedere anche la tipologia di missili e il genere di lanciatori schierati).

La "gaffe" coinvolge direttamente anche gli USA, dal momento che è osservabile con chiarezza anche la base dei missili Patriot ad Ankeng, Taipei, così come le infrastrutture di difesa presso l'Ufficio di sicurezza nazionale.

Questo errore capita in un periodo già estremamente complesso, dal momento che Pechino considera Taiwan una provincia propria da riannettere al più presto (anche con la forza, se necessario).

A gennaio il presidente cinese Xi Jinping aveva invitato Taiwan a non ostacolare l'unificazione, suggerendo che essa potrebbe essere raggiunta pacificamente attraverso il modello "un paese, due sistemi" applicato già a Hong Kong e Macao.

Ovviamente, nell'era dei satelliti e delle tecnologie spaziali non sarà certo un errore di Google a compromettere la situazione strategica di un paese, ed è anche vero la Cina non ha certo bisogno di questo per spiare un avversario, ma nonostante ciò l'errore rimane evidente e grave.

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