Un'improvvisa esplosione ha squarciato il cielo nella zona tra il Golfo del Messico e la Florida. Le persone sono piombate in strada e, soprattutto a Cuba, si è avuta una pioggia di frammenti di roccia. Probabilmente si è trattato di un meteorite che è esploso nell'atmosfera, disintegrandosi (per fortuna) e provocando solo alcuni danni a vetri e finestre.
L'esplosione misteriosa e la pioggia di frammenti
Intorno a mezzogiorno, soprattutto nella provincia cubana di Pinar del Rio, si è avvertito distintamente un boato molto intenso. Secondo le persone accorse in strada, si sarebbe sentito anche il terreno e i vetri delle case tremare.
Sarebbe stata vista da alcuni anche una palla di fuoco nel cielo. Poco dopo sono piovuti molti frammenti di roccia, e questo sembrerebbe confermare che a scatenare l'esplosione sia stato un meteorite disintegratosi nell'atmosfera.
Le informazioni sono arrivate soprattutto tramite il comunicato ufficiale del ministero cubano per la Scienza e la Tecnologia. Esclusa quindi l'iniziale ipotesi di un incidente aereo.
La pioggia di detriti ha provocato la rottura di vetri e finestre, ma per fortuna nessun ferito. Sui social, pochi minuti dopo, sono cominciate ad apparire innumerevoli foto delle rocce ritrovate (nere e grigie) che sembrano confermare definitivamente l'ipotesi della meteora.
La caduta di meteoriti: un fenomeno più diffuso di quel che si crede
I frammenti rocciosi sarebbero caduti principalmente nella zona vicina al Mural de la Prehistoria, a Vinales. Secondo Efre'n Jaimez Salgado del Dipartimento di geologia, Cuba non sarebbe nuova a simili esperienze. Negli anni passati si sarebbero già trovate tracce di caduta di ben 6 meteore. In particolare è da ricordare l'evento del 1938, quando a San Cristobal, in provincia di Artemisa furono rinvenute rocce spaziali di ben 1099, 344, e 162 grammi. Il più grande meteorite ritrovato a Cuba, del resto, è tuttora in esposizione al Planetario dell'Avana.
Simili eventi sono comuni in tutto il pianeta. La maggior parte dei meteoriti si disintegrano completamente nell'atmosfera, creando le scie luminose definite comunemente "stelle cadenti".
A volte capita però che che i bolidi abbiano dimensioni superiori, e quindi provochino vere e proprie esplosioni, come ad esempio è avvenuto il 15 febbraio 2013 in Russia, sopra la zona di Celjabinsk, sui monti Urali. Allora ci furono danni ingenti e rimasero ferite ben 1200 persone.