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Si fa sempre più acceso lo scontro in atto da settimane tra Jamil, Traffik e Gallagher. Non si tratta però del classico 'social dissing' tra rapper italiani: il motivo del dibattito ha infatti ben poco a che spartire con le abituali dinamiche alla base dei recenti conflitti del Rap game made in Italy, sempre più spesso riconducibili a semplici dissapori personali, invidie e gossip. La questione stavolta è ben più seria, dato che la tematica alla base del dissidio tra Jamil e i due trapper romani é quella del razzismo.

Traffik e Gallagher sono infatti soliti utilizzare senza alcun ritegno la parola 'n***o', tanto nelle poche canzoni pubblicate fino ad ora, quanto nelle quotidiane Instagram Stories con cui i due autori di 'Magma Vulcano' interagiscono con le proprie fan base.

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Questo utilizzo indiscriminato di una parola così controversa ha suscitato l'indignazione di molti in ambito rap, tanto nel pubblico quanto negli addetti ai lavori, varcando poi i confini dell'ambito musicale, ed arrivando addirittura a coinvolgere Mario Balotelli, che ha nettamente condannato l'utilizzo del termine sopracitato.

Lo scontro tra Jamil, Traffik e Gallagher

La settimana scorsa Jamil ha deciso di pubblicare una diss track contro Traffik e Gallagher. Il pezzo, intitolato 'No Racism', ha riscosso ottimi feedback anche da parte di chi abitualmente non può essere considerato come un fan del rapper veronese classe 1991.

Per tutta risposta i due trapper capitolini hanno affermato, come già più volte fatto in passato, che il loro utilizzo della cosiddetta 'N word' non sarebbe da intendere come un'offesa, dato che avendo entrambi parziali origini sudamericane (salvadoregne per Gallagher, argentine per Traffik) sarebbero da considerare come mulatti, e quindi loro stessi persone di colore.

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Un'argomentazione che però non ha convinto sostanzialmente nessuno, non solo perché i due sono evidentemente ed inequivocabilmente bianchi, ma anche e soprattutto perché, come testimoniato da numerosi video e screenshoot facilmente reperibili on line, avrebbero più volte offeso Jamil con epiteti come 'Iraniano nato male' e simili, sicuramente qualificabili come insulti razzisti, seppur non legati al colore della pelle.

Il doppio intervento di Mario Balotelli, prima con un commento, poi con una storia

Due giorni fa addirittura Mario Balotelli ha deciso di redarguire i due, inizialmente con un commento su un contenuto Instagram di Gallagher, in cui il trapper aveva taggato Enok, il fratello di Balotelli – poi cancellato dal cantante, che su Instagram si è giustificato affermando che il commento avrebbe potuto generare fraintendimenti – e successivamente con una storia.

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Queste le parole dell'ex di Inter e Milan: "Non so i gusti musicali di mio fratello ragazzi, ma penso che tutti sappiano che la parola n***o non va mai detta, neanche per gioco, perché non é un gioco".

Queste invece le successive precisazioni di Balotelli, pubblicate in una storia di Instagram: "Vi sintetizzo un attimo come funziona: un ragazzo di colore che chiama 'ni**A' (con la A finale) un suo amico, ugualmente di colore, é una cosa amichevole. Se invece a dire quella parola é una persona non di colore, può essere interpretata in modo molto offensivo e razzista, quindi sarebbe bene evitare di dirla.

Esempio stupido: alcune donne quando sono amiche tra loro si chiamano bi**h, ma vi assicuro che se a chiamarle così fosse un uomo, si arrabbierebbero molto, perché é un termine offensivo.

In più, dietro la parola ni**a c'è una storia pesante, quindi il mio consiglio é di evitarla, evitiamola tutti. Sarebbe un passo avanti nella nostra società. Voi dite che gli americani sono abituati così? Lasciateli perdere".