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E' finalmente stato pubblicato "No Racism" l'attesissimo dissing di Jamil indirizzato a Gallagher e Traffik. Il pezzo era stato annunciato ieri dal rapper veronese, ed é l'ultimo – almeno per ora – episodio di uno scontro iniziato qualche tempo fa. E' infatti più di un mese che Jamil, Gallagher e Traffik si attaccano reciprocamente sui social.

La questione però, almeno in questo caso, ha ben poco a che spartire con le ormai consolidate dinamiche del Rap italiano sui social, sempre più tendenti al trash e al gossip. Questo beef ha invece un peso specifico importante, con risolviti sociali e culturali degni di nota, anche alla luce del ruolo di personaggi di riferimento – che non vuol dire in alcun modo che debbano essere degli 'educatori' – ormai incarnato dai rapper italiani.

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Un dissing diverso dal solito

Si tratta probabilmente del dissing più significativo a livello socio-culturale della storia del rap italiano. Contrariamente a quanto é sempre accaduto nei dissing che hanno segnato la storia del rap made in Italy infatti, i dissidi tra Jamil e i due trapper capitolini non sono ricollegabili a questioni private o a diverse vedute artistiche, o almeno non sono questi i motivi principali della diatriba. Il tema alla base dello scontro é infatti il razzismo, come facilmente intuibile dal titolo della diss-track.

Ciò che Jamil contesta a Traffik e Gallagher é in primo luogo l'utilizzo improprio del termine "negro", che i due propongono in maniera a dir poco massiva in tutti i contenuti pubblici che vanno a diffondere, tanto nei brani, pochissimi almeno per il momento, che hanno firmato in carriera, quanto nelle tantissime Instagram Stories che vanno quotidianamente a diffondere tramite le loro pagine, il vero strumento del loro successo.

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La difesa di Gallaghr e Traffik

Dal canto loro Traffik e Gallagher hanno sempre dichiarato di utilizzare il termine sopraindicato in maniera non dispregiativa, come elemento di fratellanza e vicinanza, facendosi spesso fatti immortalare in compagnia di persone di colore per dare sostegno a questa tesi.

Ma la motivazione che più spesso i due sono soliti utilizzare per difendersi dalle accuse di razzismo é la seguente: avendo entrambi origini per metà sudamericane (salvadoregne per Gallagher e argentine per Traffik) i due trapper sarebbero da considerarsi, secondo il loro punto di vista, come mulatti. Di conseguenza sarebbero loro stessi delle persone di colore, e potrebbero quindi fare tranquillamente uso della cosiddetta "N word".

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Una spiegazione che lascia il tempo che trova, dato che i due autori di "Magma Vulcano" sono in realtà evidentemente ed inequivocabilmente bianchi, come sottolineato in "No Racism" dallo stesso Jamil.

Il dissing

Il rapper veronese, che Traffik qualche tempo fa aveva definito "Iraniano nato male", ha smontato punto per punto i discorsi dei suoi rivali, lo ha fatto con stile e puntualità metrica, chiudendo tante time quanti concetti, accompagnando il tutto con un video a cui hanno preso parte persone provenienti da ogni continente, tutti reali amici o conoscenti di Jamil.

Si tratta pur sempre di un dissing, quindi non manca ovviamente l'aggressività lirica, ma non c'è nessuna contraddizione in atto, quello dell'autore di '"Most Hated" é un chiaro messaggio contro il razzismo, qualcosa che nel rap dovrebbe essere sacrosanto ed implicito, purtroppo però non é più così.

Era arrivato il momento di mettere i puntini sulle i, e finalmente qualcuno lo ha fatto, nella maniera più rap possibile.