La vicenda dell'hotel Rigopiano di Farinandola (Pescara), la struttura ricettiva distrutta da una valanga nel gennaio del 2017 continua a tenere banco, a più di due anni di distanza dal dramma. Come si ricorderà infatti, la tragedia costò la vita a 29 persone. Tra le vittime vi era anche un giovane di nome Stefano Feniello. La sua morte, in quella tragica circostanza, sconvolse la famiglia, che da allora non ha del tutto superato il terribile momento.

Per questo, il 21 maggio dello scorso anno, suo padre si è recato sul luogo del dramma, per portare dei fiori a suo figlio. Purtroppo, la zona in questione, era stata delimitata dai sigilli giudiziari, che rendevano l'area interdetta. In quel caso, Alessio Feniello, di 57 anni, per poter apporre i fiori, superò l'area in questione.

Condannato al pagamento di una multa salatissima

"Io non pago e se necessario mi faccio tre mesi di carcere.

Spero che il mio messaggio arrivi al ministro Salvini, vediamo cosa ne pensa". Aveva tuonato così Feniello, non appena seppe della condanna, la quale consiste nel pagamento di una multa salatissima, ben 4.550 euro. Lui, da parte sua, si è sempre opposto alla decisione dei giudici, sostenendo che "mi sono recato a Rigopiano a portare dei fiori dove hanno ucciso mio figlio Stefano Feniello. E mi sono introdotto secondo loro in un'area sottoposta a sequestro“.

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Cronaca Nera

Infatti, il tribunale di Pescara, sostiene che, nonostante il Feniello avesse comunque buone intenzioni, la sua colpa è stata quella di essersi introdotto abusivamente e, sottolinea la sentenza, "permanendovi", nonostante fosse stato invitato ad uscire immediatamente dalle Forze dell'Ordine addette alla vigilanza sul sito. Adesso per l'uomo è arrivato il "decreto di giudizio immediato".

Affronterà il processo

Il prossimo 26 settembre, Alessio Feniello, affronterà il processo davanti al tribunale del capoluogo abruzzese.

Lui, come ha annunciato in suo post sul social network, Facebook, si dichiara pronto ad affrontare la sentenza. Ricordiamo che l'uomo è originario della provincia di Salerno, precisamente di Valva. Sicuramente nei prossimi mesi, si potranno sapere ulteriori particolari su questa vicenda, e soprattutto si saprà quale sarà la decisione dei giudici. Quella del Rigopiano fu una tragedia che scosse tutto il Paese.

Del reato contestato all'uomo, era stata anche accusata sua moglie, che con lui era presente quando si recò sul luogo del fatto di cronaca: per la donna arrivò l'archiviazione.

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