Una terribile vicenda è stata scoperta dalle forze dell'ordine riguardante, ancora una volta, il fenomeno della violenze sessuali su minori. In questo caso l'episodio si è consumato in provincia di Roma, precisamente ad Anzio, dove un militare di 45 anni, originario dell'Agro Pontino, è stato arrestato in quanto avrebbe violentato sua figlia minore per anni. Secondo quanto si apprende dal quotidiano Il Mattino, infatti, il tutto si consumava tra le mura domestiche, dove la vita della bambina era diventata un vero e proprio incubo.

Nel momento in cui la Polizia ha notificato l'ordine d'arresto sul posto di lavoro dell'uomo, accusato di violenza sessuale, il militare ha soltanto abbassato la testa senza proferire alcuna parola.

Orrore a Roma: abusata e maltrattata per anni dal proprio papà, arrestato 45enne

Stando a quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, gli abusi e i maltrattamenti nei confronti di sua figlia andavano avanti da cinque anni.

Dunque, da quando la piccola aveva appena dieci anni. Oggi, la quindicenne, è riuscita a trovare il coraggio di confessare le particolari attenzioni che suo padre le riservava e grazie agli assistenti sociali e alla scuola che frequenta, si sono potute accertare le rivelazioni fatte dalla ragazzina. La quindicenne ha raccontato, di fronte alla Procura di Velletri e allo psicologo forense, tutto ciò che suo padre le faceva passare e che ha segnato inevitabilmente la vita della giovane.

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Cronaca Nera

Le dure dichiarazioni da parte dell'Esercito

Così, nella giornata di sabato 16 febbraio è stata emessa la misura cautelare da parte del Gip. Il quarantacinquenne, che al momento dell'arresto si trovava in servizio sul posto di lavoro, è stato così trasportato presso la casa circondariale di Velletri ed è attualmente a disposizione delle autorità giudiziarie. Il caso si è potuto scoprire grazie all'attività svolta dalla Polizia del posto in collaborazione con gli assistenti sociali.

A seguito del tremendo episodio di abusi sessuali nei confronti della minorenne, è intervenuto anche lo Stato maggiore dell'Esercito attraverso una nota, in cui si legge che il militare, nel caso in cui dovesse essere confermato dalle indagini, si è macchiato di un comportamento riprovevole e inaccettabile, aggravato ancor di più dal fatto che fosse un rappresentante dello Stato. L'Esercito fa così sapere che sono già state avviate le operazioni necessarie per sospendere immediatamente l'uomo dal proprio servizio.

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