È stato scoperto un caso davvero inquietante e macabro, verificatosi in Spagna, precisamente nella città di Oviedo, dove due fratelli di origini romene, Cristian e Sebastian Sandulache, si sarebbero resi protagonisti di rapimento, stupro e maltrattamenti fisici regolari nei confronti di alcune donne loro connazionali.

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Le vittime erano costrette a lavorare all'interno del bordello che i due avevano avviato in territorio spagnolo. Secondo quanto riferisce il noto sito Fanpage.it, infatti, non solo venivano costrette a prostituirsi, ma alcune di queste ragazze sarebbero state addirittura torturate: venivano picchiate e stuprate quotidianamente. Il loro chiaro intento era quello di far provare più dolore possibile alle vittime. Adesso i due orchi rischiano fino a 600 anni di reclusione.

Orrore in Spagna: picchiavano, minacciavano e violentavano le donne che lavoravano nel loro bordello

Stando a quanto si apprende dai pubblici ministeri, Cristian e Sebastian Sandulache, riuscivano a guadagnare anche diecimila euro a notte grazie allo sfruttamento della prostituzione.

MONTEMILETTO. VANNO A PROSTITUTE ED INVENTANO UNA RAPINA PER ... - primativvu.it
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L'accusa ha raccontato come, tra i tanti episodi, in un caso ad una donna è stato addirittura tagliato il braccio con una spada da samurai. In un altro episodio, invece, alcune donne sono state costrette a mangiare delle banconote perché non in grado di guadagnare abbastanza soldi. All'interno dell'aula del tribunale spagnolo, poi, sono intervenute due vittime, che hanno dato una descrizione dettagliata di quanto erano costrette a subire. I due uomini, infatti, avrebbero fatto molta pressione psicologica su di loro, inducendole addirittura a credere che i due fossero i loro fidanzati nel proprio paese di origine.

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Le due testimoni hanno raccontato di essere arrivate in Spagna tramite i loro fratelli che le avevano promesso una vita migliore, ma da quando hanno messo piede sul territorio iberico è cominciato il loro incubo.

Le confessioni delle vittime

Le donne venivano continuamente minacciate e ad una delle vittime sarebbe stato detto che, se non avesse fatto ciò che loro volevano, avrebbero stuprato la sua sorellina minore. Come se non bastasse, alcune di queste donne sono rimaste anche incinte e costrette ad andare in Romania per abortire.

Nonostante le prostitute riuscissero a portare a casa anche diecimila euro a notte, la loro retribuzione era di circa duecento euro ogni quindici giorni. Nel frattempo, comunque, i due uomini sono stati rimessi in libertà in quanto non sono considerati in pericolo di fuga, ma il processo nei loro confronti continua.

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