Una vicenda che definire agghiacciante potrebbe sembrare semplicistico, visto che un bambino neonato ha perso la vita a causa della crudeltà e la violenza inflitta dal proprio papà. Il fatto è avvenuto negli Stati Uniti d'America, dove il piccolo Brooklyn Daughtery, di appena sette settimane, è stato devastato di botte fino a provocargli la morte. Secondo quanto si apprende dal sito Fanpage.it, sul suo piccolo corpicino sono state individuate varie lesioni, oltre che gli arti superiori e inferiori e il bacino rotti e un trauma cranico.

Nonostante tutto questo, la madre ventiseienne, Aeriel Spivey, ha ritenuto di non voler denunciare il compagno, ammettendo di non averlo fatto per il troppo amore che prova nei suoi confronti.

Orrore in USA: massacra di botte il suo bambino, la compagna ammette di non averlo denunciato per amore

Queste le confessioni da parte della donna, che ha spiegato di amare troppo il suo fidanzato per riuscire a confessare alle forze dell'ordine che era stato lui ad uccidere il suo bambino di appena 7 settimane.

Non è bastato, perché comunque Dylan Daugherty, ventitreenne, è stato adesso accusato dell'omicidio del bimbo. Tuttavia, le dichiarazioni della donna non sono passate per nulla inosservate e come spiegato dalle forze dell'ordine, quest'ultima ha detto di aver pensato per diverse settimane a quanto si era verificato, ma che a volte entra in gioco l'amore e quindi si finisce per nascondere tutto sotto al tappeto. Queste le parole durante il suo ultimo interrogatorio avvenuto nel corso della prima riunione sul caso avvenuta lo scorso giovedì 14 febbraio.

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Cronaca Nera

Secondo le ricostruzioni non sarebbe stato un caso isolato, violenze in almeno tre occasioni diverse

Come descritto dal pubblico ministero, sono stati diversi i danni fisici causati nei confronti della piccola creatura, con contusioni del cuoio capelluto, del viso, e soprattutto fratture craniche e più di sessanta fratture costali. Tutte lesioni che non si sarebbero verificate soltanto in un caso, ma separate in almeno tre occasioni. Nonostante queste assurde cattiverie, il padre del bimbo ha negato ogni tipo di responsabilità per l'uccisione del piccolo Brooklyn, specificando anche che la sua compagna non c'entrava nulla con quanto accaduto.

In ogni caso, però, l'uomo è stato accusato dell'omicidio del piccolo, mentre la compagna di omissione nei confronti di un minore.

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