Un aereo dell'Ethiopian Airlines è precipitato pochi minuti dopo il decollo da Addis Abeba, in direzione Nairobi. L'amministratore delegato della compagnia aerea ha dichiarato che il pilota si era accorto e aveva segnalato la presenza di problemi tecnici, chiedendo un atterraggio di emergenza.

Il velivolo si è schiantato al suolo poco dopo nei pressi di Bishoftu, a circa 62 chilometri di distanza a sud-est dalla capitale etiope: la partenza era avvenuta alle 8:38, e i contatti radio si erano interrotti soltanto dopo 6 minuti, ovvero alle 8:44.

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L'Ansa ha confermato che le vittime dell'incidente sono 157, ovvero 149 passeggeri e 8 dipendenti. Nella lista dei clienti divulgata da Ethiopian Airlines è riportato che a bordo vi erano persone di 33 nazionalità differenti: 32 cittadini kenyani, 9 etiopici, 18 canadesi, 8 provenienti da Cina, Stati Uniti e Italia, 7 da Francia e Gran Bretagna, 6 dall'Egitto, 5 dai Paesi Bassi, 4 da India e Slovacchia. Il volo ET302 faceva parte dei copiosi collegamenti quotidiani fra Addis Abeba e Nairobi.

Incidente aereo in Etiopia: 157 morti - tpi.it
Incidente aereo in Etiopia: 157 morti - tpi.it

Tra le vittime italiane Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale

In queste ore è stato diramato l'elenco dei nomi degli italiani che hanno perso la vita in seguito all'incidente aereo verificatosi in Etiopia. Tra questi figura Sebastiano Tusa, assessore regionale ai Beni Culturali della Regione Sicilia, nonché "sovrintendente del Mare". Lo studioso avrebbe dovuto raggiungere il Kenya per prendere parte ad un progetto dell'Unesco dove si era già recato nel periodo natalizio insieme alla moglie.

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Archeologo conosciuto in tutto il mondo, Tusa era anche docente di Paleontologia presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Tra le vittime ci sono anche tre persone legate alla onlus "Africa tremila", la cui sede centrale è a Bergamo: si tratta di Carlo Spini (presidente dell'associazione) e della moglie Gabriella, originari di Arezzo, e del commercialista bergamasco Matteo Ravasio.

Spini era un medico in pensione, mentre la consorte lavorava come infermiera caposala all'ospedale San Sepolcro.

Da sempre in prima linea nelle missioni umanitarie, l'uomo ci ha sempre tenuto a sottolineare come il suo impegno non fosse una forma di "assistenzialismo".

Il presidente di Link 2007, Paolo Dieci, Virginia Chimenti, funzionaria del World Food Programme dell'Onu, Rosemary Mumbi e Maria Pilar Buzzetti, erano tutti diretti a Nairobi per fornire il proprio supporto umanitario.

La notizia della tragedia è stata confermata dall'ufficio del primo ministro etiope Abiy Ahmed, che ha espresso a nome del governo e dell'intera popolazione: "Le più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso i loro cari".

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