Vaticano: undici donne della redazione del mensile femminile dell'Osservatore Romano "Donne Chiesa Mondo" si sono dimesse attraverso un editoriale e una lettera indirizzata a Papa Francesco. Tra coloro che hanno deciso di lasciare la rivista vi è anche la fondatrice e direttrice Lucetta Scaraffia, storica e giornalista di rilievo nonché docente presso l'università La Sapienza di Roma. Essa ha collaborato con diverse testate giornalistiche tra le quali anche Avvenire, Il Corriere della Sera e Il Foglio e si occupa attivamente dei diritti delle donne.

'Gettiamo la spugna'

È proprio quest'ultima che dichiara all'Huffpost una totale disistima e sfiducia riferendosi al clima creato dall'arrivo del nuovo direttore dell'Osservatore Romano, Andrea Monda, a dicembre del 2018. Lei stessa insieme alle altre donne della redazione riferisce nella lettera inviata a Papa Francesco la sua decisione di dimettersi per mancanza di stima e collaborazione dall'alto. Tutto ciò è da ricondurre ai recenti avvenimenti denunciati proprio nel mensile femminile riguardanti i casi di violenze sessuali subite dalle suore per mano dei preti ed ammesse dallo stesso Papa Bergoglio, per le quali si deduce che Monda non sia stato particolarmente solidale.

D'altronde proprio Lucetta Scaraffia si è sempre battuta per cercare di eliminare il "marcio" presente all'interno della chiesa ed in generale per i diritti delle donne (essendo essa stessa una femminista), e per questi motivi si sente in qualche modo "minacciata" dal controllo maschile che viene esercitato all'interno del Vaticano. Nella lettera in questione essa spiega in maniera dettagliata questi e altri motivi che hanno portato alla decisione di lasciare la rivista da lei stessa fondata e che dirigeva da ben 7 anni, cercando di non deludere mai le proprie affezionate lettrici.

Davvero te la sei persa?
Clicca il bottone sotto per rimanere aggiornato sulle news che non puoi perdere, non appena succedono.
Cronaca Nera Papa Francesco

Il punto di vista di Andrea Monda

Dall'altra parte Monda risponde a tono, negando tutto ciò che viene affermato dalla Scaraffia e dalle altre 10 donne e sostenendo, anzi, di aver garantito la stessa libertà e lo stesso appoggio di cui già godevano prima del suo arrivo in redazione ed offrendosi a disposizione di qualsiasi loro eventuale problema o dubbio. Il Direttore, quindi, dice di non aver in alcun modo provato a limitare il mensile, ma ad ogni modo continuerà la pubblicazione della rivista con un nuovo team di donne direttamente scelto da lui.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto