Il processo Cucchi è entrato nel vivo: ieri, Francesco Tedesco, il carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale e superteste è apparso davanti alla Corte d'Assise. E il comandante generale dei Carabinieri, Giovanni NistrI, in una lettera indirizzata alla famiglia del giovane, ha annunciato, a sorpresa, la volontà dell’Arma di costituirsi come parte civile nel processo. Le sue parole, però, come si evince in una nota firmata Capitano Ultimo, Sergio De Caprio, rischiano di "spaccare" l'Arma.
La lettera del generale Nistri
Il generale Giovanni Nistri, come reso noto dal quotidiano Repubblica, qualche settimana fa ha inviato a Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, una lunga lettera in cui esprime la sua vicinanza alla famiglia, rivendicando fermezza (contro chi è venuto meno al giuramento prestato) e auspicando una sincera assunzione di responsabilità.
Il comandante generale dei Carabinieri ha poi dichiarato che, qualora matureranno i presupposti giuridici, l'Arma potrebbe costituirsi come parte civile nel processo contro i militari imputati.
Le sue parole, forti, sono il segno evidente che le novità - e le verità - che stanno emergendo dal palazzo di Giustizia, grazie anche alla tenacia del procuratore capo Giuseppe Pignatone, stanno facendo vacillare le resistenze dell'Arma.
La svolta al processo Cucchi ha scatenato una serie di reazioni. Il generale Nistri, non è stato l'unico a prendere posizione. Il premier Giuseppe Conte, ieri, ha affermato di essere "favorevole all'eventuale costituzione come parte civile da parte del ministero della Difesa".
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, invece, si è schierato dalla parte delle Forze dell'Ordine e ha dichiarato che chi sbaglia deve pagare anche quando indossa una divisa, ma è inaccettabile che l'errore di pochi getti sospetti o accuse su tutti.
Le parole del Capitano Ultimo
Le parole del generale Giovanni Nistri, però, non sono piaciute a Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo. In qualità di presidente del Sim-Sindacato dei militari (recentemente autorizzato dal ministro), in una nota ha spiegato che il Sim ha preso atto della dichiarazione rilasciata dal comandante generale dell’Arma e ha espresso soddisfazione in merito alla volontà di difendere l'immagine dell'Arma e di tutti i i Carabinieri che svolgono con dedizione ed onestà il loro servizio.
Il Sim Carabinieri, però, allo stesso modo ha espresso profonda delusione e amarezza per il fatto di non aver mai sentito gli stessi vertici proporsi come parte civile a favore ed in difesa di tutti quei carabinieri che vengono insultati e trasformati in "bersaglio di odio" nelle piazze, negli stadi e sui social. "I carabinieri - si legge nel messaggio - si sentono abbandonati":