Purtroppo l'ennesimo increscioso e raccapricciante episodio in cui a perdere la vita è una giovanissima creatura, proviene direttamente dalla provincia di Frosinone, precisamente a Volla di Piedimonte San Germano. Un bambino di appena due anni, Gabriel Feroleto, sarebbe stato ucciso per un motivo assurdo da parte di sua madre: disturbava lei e suo marito che si erano appartati in cerca di intimità.

Pubblicità
Pubblicità

Per questa ragione, secondo quanto riferisce il quotidiano Corriere della Sera, dopo averlo disteso per terra su un prato, la donna, Donatella Di Bona, ha tappato la bocca del piccolo con una mano mentre con l'altra lo ha strangolato facendo pressione sul collo. Il piccolo ha tentato di difendersi nonostante i suoi soli due anni di età agitando le gambe e le braccia, ma evidentemente la forza della donna era maggiore e dunque non ha potuto fare altro che arrendersi. La donna è stata ora arrestata.

Frosinone, il pianto disturbava la coppia appartata in auto: madre uccide figlio di 2 anni
Frosinone, il pianto disturbava la coppia appartata in auto: madre uccide figlio di 2 anni

Orrore a Frosinone: uccide il proprio bambino perché la disturbava mentre era appartata col compagno

Dopo aver tolto la vita al suo bambino, lo ha preso in braccio già privo di vita e si è avviata nuovamente verso la propria casa. Ad innescare il raptus di follia della donna e il conseguente infanticidio, sarebbe stato il pianto del piccolo che aveva costretto la coppia di coniugi a rinunciare al proprio rapporto sessuale per riportarlo a casa. Qualche ora dopo aver addirittura tentato di simulare un investimento da parte di un'automobile pirata per coprire l'omicidio del piccolo, la donna è stata accusata di omicidio volontario e dopo diverse ore di indagini da parte delle forze dell'ordine, anche Nicola Feroleto, il papà del piccolo, è stato inserito tra i possibili responsabili e successivamente è stato arrestato con l'accusa di concorso in omicidio.

Pubblicità

Le dichiarazioni della donna e la difesa del marito

I due si erano dati appuntamento nel luogo del delitto poco dopo le 14:00 per consumare un rapporto intimo. La donna ha confessato di essersi visti e di non aver potuto fare nulla a causa dei pianti del bambino, tant'è vero che Nicola avrebbe anche dato alcuni schiaffi al piccolo. A quel punto, la donna è improvvisamente scesa dalla vettura assieme al bambino, portandolo sul prato e uccidendolo davanti agli occhi dell'uomo, che non ha fatto niente per fermarla.

Ha concluso il suo racconto dichiarando che il suo compagno non ha messo le mani addosso al piccolo per non essere incolpato di nulla. Di fronte al giudice per le indagini preliminari, però, l'uomo ha tentato di difendersi dalle accuse apparendo però molto confuso e fornendo quattro versioni diverse dei fatti. L'uomo ha comunque ribadito di non essere stato presente all'omicidio, mentre un testimone ha raccontato di averlo visto in zona proprio nello stesso periodo temporale.

Pubblicità

Leggi tutto