Una graziosa villetta della periferia di Arzachena, a due passi dalla Costa Smeralda, è stato lo scenario di vari maltrattamenti subiti da un bambino di soli 11 anni. Figlio di due persone che lavoravano regolarmente, conosciuti in paese come una coppia perbene di benestanti. Nessuno, quindi, avrebbe mai potuto immaginare che dietro le mura di quella graziosa casa Luca, nome di fantasia che useremo per il bambino, subiva percosse e privazioni quasi quotidiane.

Solo grazie ad un caso fortuito il ragazzino è riuscito a chiamare i carabinieri. Luca era infatti segregato nella sua stanza, senza maniglie. Non sarebbe riuscito da aprire la porta e ad uscire se non in possesso della chiave. Anche la finestra era sigillata. Inoltre all'interno non c'era il letto ne alcun genere di conforto adatto ad un bambino di 11 anni ma solo un secchio dove poter espletare i suoi bisogni.

Ma è qui, in questa stanza, che Luca ha trovato per caso un vecchio telefonino che, anche se non provvisto di una sim, era abilitato a far partire le chiamate d'emergenza.

La chiamata ai carabinieri con un vecchio telefonino

È così che sabato sera intorno alle ore 21 il piccolo ha chiamato i carabinieri di Olbia e, scusandosi per il disturbo, ha raccontato di essere stato lasciato a casa da solo dai suoi genitori che nel frattempo erano andati ad una festa e di non poter uscire dalla camera poiché chiusa a chiave.

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Cronaca Nera

Luca ha anche spiegato di aver provato a chiamare la zia ma di non esserci riuscito poiché il telefono era privo di scheda. Il carabiniere che ha risposto alla chiamata ha subito intuito che qualcosa non tornava e che probabilmente dietro quella strana telefonata si poteva celare un dramma ben più complesso. "Ho 11 anni e sono in casa da solo, non posso uscire dalla mia camera. I miei genitori sono andati a una festa", queste le prime parole di Luca che hanno immediatamente fatto scattare l'uscita di una volante.

Arrestati i genitori che tenevano segregato il figlio

ll tenente colonnello Alberto Cicognani ha confermato che la stanza del bambino era stata trasformata in una vera e propria prigione. Inoltre l'undicenne ha anche riferito alle forze dell'ordine di essere spesso picchiato con un tubo che i suoi genitori nascondevano sotto il divano. E proprio in mezzo ai cuscini del divano è stato trovato il tubo di plastica usato per colpire il piccolo Luca.

Nonostante le cause di questo accanimento dei genitori verso il figlio siano ancora tutte da verificare, il tenente Cicognani ha dichiarato che erano molti anni che non si trovava difronte ad un dramma così toccante e che ora il ragazzino è in una comunità protetta dove potrà finalmente avere una vita normale.

I genitori, 47 anni il padre, 43 la madre, sono stati arrestati, accusati di maltrattamenti in famiglia e di sequestro di persona.

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