Una mano sul volante, nell'altra lo smartphone per girare una diretta Facebook. Privo di cintura di sicurezza, con lo sguardo sempre puntato sullo schermo del telefonino per controllare bene l'inquadratura che dalla strada si spostava alternativamente sugli amici, sui figli o su qualsiasi passeggero a bordo con lui. Anche venerdì notte era in diretta sui social network poco prima dell'incidente costato la vita ad uno dei suoi due figli: l'altro, invece, il più piccolo, si trova tuttora ricoverato in gravissime condizioni.

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Francesco, 13 anni, è morto sul colpo, mentre il fratellino di 9 anni si trova all'Ospedale Villa Sofia di Palermo, in coma irreversibile: solo un miracolo potrebbe salvarlo, troppo gravi i danni cerebrali accertati. Era mezzanotte quando l'auto su cui viaggiavano il papà ed i due bambini ha sbandato ed è finita fuori strada sfondando il guardrail per poi ribaltarsi. Il tragico incidente è avvenuto sull'autostrada che da Palermo va a Mazara del Vallo, all'altezza di Alcamo.

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Quando sono arrivati i medici del 118 per Francesco, ormai, non c'era più nulla da fare.

"Play Boy" lo chiamava il papà in un altro dei suoi video, girato sempre con lo smartphone in mano, mentre guidava con il figlio addormentato sul sedile. Il padre dei due bambini, 34 anni, è grave ma non è in pericolo di vita: presenta un trauma cranico ed uno toracico. È arrivato in ambulanza scortato dai Carabinieri sino all'Ospedale di Partinico, luogo in cui vive: alcuni parenti dell'ex moglie avrebbero tentato di aggredirlo subito dopo lo schianto.

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Cronaca Nera

È stato trasferito all'Ospedale di Palermo, dove si trova tuttora intubato.

In corso i rilievi delle forze dell'ordine per appurare le cause dell'incidente. All'esame anche un video trovato sul dispositivo dell'uomo e girato poco prima del terribile schianto: si trattava anche questa volta di una diretta social.

I Killfie, i selfie killer

Non vengono più chiamati selfie, ma killfie ovvero selfie killer per la loro pericolosità e per l'ormai elevato numero di vittime.

Solo in Italia, negli ultimi sei anni, si sono registrati 259 casi di morte per selfie: persone che hanno perso la vita nel tentativo di scattarsi una foto in un luogo o in una circostanza per poi poterla esibire sui social network. L'ultima tragedia italiana si era verificata a Modena, con la morte dei due amici Luigi Visconti e Fausto Dal Moro. I due si erano procurati la morte girando un video a bordo di un automobile, lanciata volutamente per gioco sull'asfalto dell'autostrada a 220 chilometri all'ora: lo schianto è stato per loro fatale.

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Dallo studio condotto dall'India Institute of Medical di Nuova Delhi le 259 morti registrate sono legate a 137 incidenti: morti per annegamento, vittime di incidenti legati a mezzi di trasporto, persone bruciate vive o fulminate da scariche elettriche. Sono stati registrati anche otto casi in cui le vittime, per poter esibire i propri selfie sui social, sono state uccise da animali selvatici.

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