Versare 1 euro e 70 centesimi in meno per il pagamento di una multa per divieto di sosta e ricevere un'ingiunzione di pagamento di 96 euro. L'incredibile vicenda è accaduta a Graziano Camanzi, un cittadino milanese che, in questi giorni, ha ricevuto dal Comune notizia del procedimento a suo carico. L'automobilista, basito, ha voluto raccontare la sua storia a Giangiacomo Schiavi, curatore della rubrica "Dalla parte del cittadino" del Corriere della Sera, che gli ha espresso la sua massima solidarietà.

La mini multa è diventata maxi

Graziano Camanzi, nella sua lettera-sfogo indirizzata al quotidiano di via Solferino, ha spiegato che l'11 gennaio 2016 ha ricevuto una multa per divieto di sosta. Sebbene non più in possesso della documentazione dell'epoca, l'automobilista, ha precisato che la sanzione - regolamentata dall'articolo 158 del codice della strada - era pari a 42,70 euro e, come da normativa vigente, prevedeva il pagamento entro 30 giorni.

Inoltre - come ha sottolineato lo stesso lettore facendo riferimento ad un'altra multa simile ricevuta nello stesso periodo - c'era specificato che era possibile provvedere al pagamento in misura ridotta versando 41 euro. Il giorno seguente, dunque, Camanzi ha provveduto al pagamento della multa, convinto di aver regolarizzato la sua posizione.

Pochi giorni fa la brutta sorpresa: il Comune di Milano gli ha inviato un'ingiunzione di pagamento di 96 euro per la differenza di 1,70 euro.

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Cronaca Nera Curiosità

Domandandosi se sia mai possibile pagare una cifra così alta per una differenza così piccola, il lettore, incredulo, ha provato a chiedere informazioni allo Sportello Unico Polizia Locale. L'operatore al call center, in considerazione dell’esiguità della differenza, gli ha consigliato di rivolgersi per iscritto all’Area riscossione per chiedere una transazione ed evitare, in questo modo, di pagare l’intero importo.

'Furto legalizzato'

Camanzi, convinto di poter risolvere la questione senza sborsare l'importante cifra, ha quindi scritto all'Area riscossione e, a quel punto, ha scoperto che avrebbe dovuto pagare tutti e 96 gli euro richiesti. Dal Comune di Milano, infatti, gli hanno confermato che, in seguito agli accertamenti svolti, l’Ingiunzione numero 20190430141790001580818, era regolare e, pertanto, l’importo richiesto, era da considerarsi interamente dovuto.

Nella comunicazione, gli addetti all'Area riscossione, hanno fatto riferimento al comma 3 dell’articolo 203, del Nuovo codice della strada e hanno precisato che entro 5 giorni dalla notifica si sarebbero dovuti pagare 42,70 euro, mentre entro 60 giorni si sarebbero dovuti versare 55 euro. Il pagamento parziale di 41 euro ha fatto quindi scattare tutto il meccanismo e, allo scadere del 60° giorno, il verbale è diventato esecutivo per la somma - si legge - pari alla metà del massimo edittale.

Ossia, nel caso del signor Camanzi per 98,50 euro. A questo importo si è sottratto la somma versata il 12 gennaio 2016 ed ai rimanenti 57,50 euro si sono aggiunti le maggiorazioni previste dall’articolo 27 della legge n. 689/81 ed i costi di notifica (pari a 15 euro). "Se ho sbagliato - ha ammesso il cittadino - è stato in buona fede. Però dover sborsare questa cifra è un furto legalizzato".

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