La pubblica accusa ieri 9 settembre, presso l'aula bunker del carcere di Rebibbia a Roma, ha chiesto una condanna esemplare per i presunti boss del clan Spada di Ostia. Tre infatti sono le richieste di ergastolo per Carmine, Ottavio e Roberto Spada. L'accusa nei loro confronti, così come verso una ventina di altri imputati, è di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il sodalizio criminale avrebbe compiuto una serie di reati, tra cui omicidi ed estorsioni, e si era impossessato illecitamente di numerose attività commerciali della stessa cittadina laziale.

Ieri in aula era anche presente colei che per prima ha denunciato quanto stava avvenendo ad Ostia, ovvero Federica Angeli, la giornalista di Repubblica che attualmente vive sotto scorta proprio in seguito alle sue inchieste sulla mafia. La donna è stata pesantemente insultata in aula da alcune donne appartenenti alla famiglia Spada. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco dei giornalisti italiani, che esprime solidarietà alla collega.

La Federazione della Stampa italiana (FNSI): 'Dare voce alle associazioni che si occupano di mafia'

Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, rispettivamente segretario e presidente di FNSI, ovvero la Federazione Nazionale della Stampa italiana, in una nota hanno spiegato che la Angeli svolge tutt'ora un lavoro importantissimo, che la porta ad indagare sulla mafia, e sui rapporti che i mafiosi intrattengono in ogni ambito sociale.

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Cronaca Nera

Il sindacato si augura che questa fase del processo, che non si è ancora concluso con una condanna definitiva, sia "illuminata a giorno" e che per questo sia data voce a tutte quelle associazioni che si occupano di combattere la criminalità organizzata, la quale è presente non solo ad Ostia, ma anche in tante altre parti del "Belpaese".

L'associazione Antimafia Noi: 'Non saranno gli insulti a fermarci'

Sulla vicenda della cronista insultata ieri in aula è intervenuto anche il presidente dell'associazione Antimafia Noi, Massimiliano Vender, che oltre a prendere le distanze dal brutto gesto fatto dalle donne del clan Spada esprime vicinanza alla Angeli, la quale è anche presidente onorario della suddetta associazione.

"Non saranno degli insulti in un'aula, a fermarci" - così Vender nella sua nota diffusa sulla stampa.

Federica Angeli fu insultata già in un'altra occasione dalle donne appartenenti agli Spada: accadde precisamente l'8 ottobre scorso, mentre la giornalista si trovava per strada. "Tranquilli, amici e amiche. Chi è uscito a testa bassa da quell'aula, oggi, non sono stata io. Ma loro. Ve lo assicuro", questo il commento della cronista sui suoi profili social.

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