È giallo a Camerlata, quartiere della periferia di Como. Gaetano Banfi, il 22enne trovato in fin di vita all'alba di domenica, sarebbe stato investito da un'auto quando già era terra. L'autopsia svolta ieri pomeriggio dal medico legale Giovanni Scola, ha infatti, aperto un nuovo, inaspettato scenario. La profonda ferita alla testa - che ne ha provocato il decesso - infatti, non è compatibile con l'urto di un mezzo pesante, ma con uno schiacciamento.

Il ritrovamento

Intorno alle 5 e 40 di domenica 20 ottobre, un'automobilista che transitava sulla rampa che da via Pasquale Paoli scende in via Clemente XIII (nel quartiere di Camerlata), ha notato a terra il corpo inerme di Gaetano Banfi, giovane giardiniere residente nella vicina Rebbio. Subito ha chiamato il 118 e, sul posto sono arrivati i soccorritori che hanno provveduto ad intubare il ragazzo ed a trasportarlo d'urgenza, all'ospedale Sant'Anna, dove è morto un'ora più tardi.

I poliziotti della Questura di Como, intervenuti per i primi rilievi, inizialmente hanno pensato che il giovane fosse stato investito da un pirata della strada. Ma, secondo quanto emerso dall'esame autoptico svolto dal dottor Scola, Gaetano sarebbe stato schiacciato da un mezzo pesante. La ferita sopra l’orecchio destro non sarebbe infatti compatibile con l'urto di un corpo contundente, come potrebbe essere la sporgenza di un auto in transito.

Ora, si vuole comprendere come mai il giovane giardiniere era a terra, sdraiato o accovacciato?

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Cronaca Nera

Nei prossimi giorni, l’esito degli esami tossicologici, stabilirà se ha avuto un malore.

Le indagini

La Procura di Como sta indagando sulla morte di Gaetano Banfi ed è al lavoro per ricostruire con esattezza cosa gli sia accaduto. Il ventiduenne, ha trascorso il sabato sera con un'amica. La ragazza ha dichiarato che sono stati in un locale ed hanno bevuto, ma senza eccedere. Intorno alle 4 lo stava riaccompagnando a casa, ma Gaetano si è fatto lasciare nei pressi di Piazza Camerlata (distante circa un km da via Spartaco, dove risiedeva).

Le parole della giovane, sono state confermate dalle immagini catturate da una telecamera di videosorveglianza della zona.

Sembra che il giardiniere sia stato investito poco prima della chiamata al 118. Gli investigatori, dunque, sono al lavoro per comprendere come mai Gaetano abbia girovagato nella zona per almeno un'ora e, soprattutto perché, invece di tornare a casa, abbia deciso di percorrere una rampa pericolosa (stretta, priva di illuminazione e di marciapiede) e frequentata anche da mezzi pesanti.

Il sistema di videosorveglianza installato in quel tratto non è funzionante e la Squadra Mobile sta vagliando le immagini registrate dagli impianti privati tra Camerlata e Rebbio.

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