Continua a far parlare di se l'epidemia di coronavirus, la pericolosa malattia simile ad una polmonite che si è diffusa nelle scorse settimane in Cina e poi nel resto del mondo. Al momento, come ricordava anche questa testata in alcuni precedenti articoli sul caso in questione, i morti per il virus sono 831, mentre oltre 37 mila sarebbero le persone contagiate. Nelle scorse ore il dottor Jin Dong-Yan, virologo molecolare presso la School of Biomedical Sciences dell'Università di Hong-Kong, ha dichiarato ai media internazionali che, secondo lui, l'epidemia è ormai fuori controllo e sarebbe troppo tardi per contenerla.

Circa 5 milioni di persone avrebbero lasciato la città di Wuhan, la quale è appunto il focolaio dell'epidemia. Gli abitanti della megalopoli cinese sarebbero quindi in viaggio per il mondo per poter sfuggire alla malattia: il dottor Dong-Jan ha detto che se alcuni di loro fossero stati contagiati dal virus il rischio di trasmettere la malattia agli altri è molto alto.

Monitorare i loro spostamenti

Per questo l'esperto si augura che gli spostamenti dei cittadini cinesi all'estero, e specialmente di quelli provenienti da Wuhan, siano costantemente monitorati.

Per Jin Dong-Jan sarebbe utile adottare queste precauzioni poiché chi ha lasciato la città di Wuhan e la Cina in generale potrebbe non tornare più nel suo luogo d'origine. Le sue parole sono state riportare sia dal New York Times che dal NY Post. Yan sostiene che tutto il mondo dovrà affrontare una "grande sfida". Il coronavirus fa paura davvero in tutto il globo: in Italia al momento sono tre i casi accertati, e si tratta di due cittadini cinesi e un ragazzo italiano attualmente ricoverati presso l'ospedale Spallanzani di Roma, struttura sanitaria specializzata nella cura di malattie infettive.

Altri otto italiani giunti da Wuhan, atterrati nella giornata di domenica 9 febbraio in Gran Bretagna, sono stati già trasferiti presso l'ospedale militare del Celio, dove appunto resteranno in quarantena per 14 giorni. Ricordiamo infatti che la malattia si manifesta da 1 a 14 giorni dopo il contagio e i sintomi sono soprattutto febbre e tosse e per questo molto spesso viene scambiata per una banale influenza.

Combattere la discriminazione contro i cinesi

Sempre secondo il dotto Jang un altro problema da affrontare, oltre a quello della diffusione della malattia, è quello della discriminazione contro i cinesi. In questi giorni spesso la popolazione del Paese del Dragone è stata oggetto di insulti, anche sui social, in quanto sarebbero loro i responsabili della diffusione del virus. Questa convinzione, del tutto errata, parte dal presupposto che il male sia partito dal consumo di carne di animali selvatici, come serpenti e pipistrelli. Questa rimane solo una delle tante ipotesi che scienziati e ricercatori hanno preso in considerazione e si è ancora ben lontani dal capire da dove esattamente sia partita l'epidemia.

I tempi per la creazione di un vaccino sarebbero altrettanto lunghi.

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