L'intricato giallo sul leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, si arricchisce di un nuovo capitolo. Alle dichiarazioni di Stati Uniti e Corea del Sud che avevano quasi sminuito, se non addirittura smentito, le notizie relative alle gravi condizioni di salute del dittatore dopo un intervento al cuore, ora fa da contraltare l'intelligence di Taiwan che, al contrario, sostiene che la salute di Kim sia tutt'altro che salda.

A Taiwan temono ripercussioni dal punto di vista politico

La notizia è stata riportata dall'Ansa che cita Chiu Kuo-cheng, direttore dell'intelligence di Taiwan (Nsb).

Quest'ultimo ha riferito in parlamento che, in base alle indiscrezioni che sono arrivate da organi di stampa internazionali, Kim Jong-un potrebbe essere già morto, comunque "è malato". In queste ultime due parole c'è la risposta di Chiu a un parlamentare che gli ha chiesto ulteriori chiarimenti, lo stesso gli ha domandato se si possa considerare l'ipotesi che il nipote del "presidente eterno" Kim Il-sung sia già morto. Il dirigente dei servizi segreti non ha risposto, ma si sarebbe limitato a sorridere in base a quanto riportato dall'agenzia di stampa Cna.

Se Kim Jong-un muore, la successione non sarebbe affatto scontata

In questi giorni, inoltre, ha tenuto banco la figura di Kim Yo-jong, sorella minore del dittatore che in tanti vedrebbero come sua naturale erede in caso di prematura dipartita.

Secondo Chiu Kuo-cheng, al contrario, non ci sarebbe nulla di scontato e si teme che la scomparsa dell'unico, vero punto di riferimento della leadership del Paese possa portare ad una lotta tra diverse fazioni. In proposito, ha sottolineato che si stanno già predisponendo piani d'emergenza nel caso in cui, se ovviamente Kim è morto, ci fosse un vuoto di potere in Corea del Nord, "vacatio" che potrebbe portare ad una vera e propria disputa per il virtuale "scettro" di Pyongyang a seguito della quale non si escludono ipotesi peggiori.

Oltre ad aver sottolineato di essere in possesso di "importanti informazioni", il direttore dell'intelligence di Taiwan ha evidenziato che, in base all'analisi della situazione, ci potrebbe essere un "breve periodo di lotta". C'è dunque il rischio di una guerra civile? Chiu ha definito la Corea del Nord "chiusa, ma dotata di testate nucleari e altre potenti armi".

Le "antenne" di Taiwan sono dunque puntate su Pyongyang, perché un'escalation potrebbe avere conseguenze per la piccola isola, oltre che per altre "vicine di casa" della Corea del Nord, come il Sud della penisola e il Giappone. "Rientrerebbero certamente nelle aree interessate", ha puntualizzato il dirigente dei servizi segreti ponendo l'accento su Taiwan che, dunque, non può essere impreparata dinanzi a tale rischio.

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