Pietro Conversano, il finanziere di 52 anni scomparso da Fasano (comune alle porte di Brindisi) nel febbraio 2019, è considerato un disertore dalla Procura Militare e tra qualche mese, andrà a processo. La notizia di cronaca è stata resa nota ieri sera, mercoledì 20 maggio, dalla trasmissione di Rai 3, "Chi l'ha visto?".

Pietro Conversano da scomparso a disertore

"Chi l'ha visto?" ha ripercorso, ancora una volta, la misteriosa vicenda di Pietro Conversano. Come spiegato da Federica Sciarelli, il finanziere pugliese di cui si son perse le tracce all'alba del 13 febbraio 2019, rischia di dover rispondere dell'accusa di diserzione.

Angela, la sorella di Pietro, raggiunta telefonicamente da un'inviata del programma di Rai 3, ha raccontato che il 52enne, per le istituzioni non è una persona scomparsa, ma un disertore. Nonostante nessuno sappia cosa sia accaduto realmente al finanziere, infatti, nelle scorse settimane, la famiglia ha ricevuto una lettera dalla Procura Militare di Napoli in cui s'informa che Conversano, a settembre, dovrà presentarsi a processo.

La diserzione, ricordiamo, è un "reato militare" definito dall'articolo 148 del "Codice penale militare di pace". Nel testo della norma, viene precisato che un membro delle Forze Armate - quindi anche un appuntato della Guardia di Finanza come Conversano - che si allontana senza autorizzazione dal servizio per più di cinque giorni è punibile con la reclusione militare (la pena va da un minimo di sei mesi ad un massimo di due anni).

Pietro Conversano prese le ferie senza dirlo alla moglie

L'appuntato Pietro Conversano, descritto da tutti come una persona responsabile e un padre esemplare, ha fatto perdere le sue tracce alla vigilia di San Valentino dello scorso anno. L'uomo, residente con la moglie Catia ed i due figli ormai grandi a Fasano, nel brindisino, prestava servizio presso il Comando della Guardia di Finanza di Monopoli, cittadina a circa 40 km da Bari.

Come ricostruito dai familiari e dagli inquirenti, la sera del 12 febbraio 2019, il finanziere diede la "buona notte" ai propri cari dicendo che l'indomani avrebbe dovuto alzarsi molto presto in quanto lo attendeva un particolare turno di lavoro. Infatti, il 13 mattina, uscì di casa prestissimo: prima delle 4:00.

Sapendolo impegnato in un'operazione, la moglie non lo cercò per tutto il giorno. Solo verso sera, non vedendolo tornare e non riuscendo a contattarlo, Catia decise di chiamare in caserma. I colleghi, sorpresi, le spiegarono che il marito non solo non era in servizio, ma risultava in ferie già da un alcuni giorni.

Le indagini sulla scomparsa di Pietro Conversano

Subito vennero avviate le ricerche e, nel corso delle indagini, si scoprì che Pietro Conversano, il giorno della sua scomparsa, raggiunse in auto Monopoli. Dopo aver parcheggiato a due passi dal comando, però, si recò a piedi in stazione e qui, come confermato dalle riprese delle telecamere di sicurezza, salì su un treno regionale diretto a Bari.

Arrivato nel capoluogo pugliese, poco dopo le 5 del mattino, il finanziere fece perdere le sue tracce. Nessuno da allora lo ha più visto né sentito. Nessuno, ad oggi, sa cosa possa averlo spinto a lasciare tutto e tutti.

Un paio di mesi fa, a metà di marzo, Catia, preoccupata anche dall'emergenza sanitaria appena iniziata, lanciò, sempre dallo studio di "Chi l'ha visto?" un accorato appello al marito. "Un anno è troppo lungo - dichiarò - basta con questo silenzio".

Poi precisando che, nonostante tutto, non era arrabbiata, lo implorò di tornare a casa o, almeno, di trovare il modo di inviare a lei ed ai figli un messaggio. Rivolgendosi direttamente al consorte, poi concluse: "I ragazzi hanno bisogno del loro padre".

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