In futuro è probabile che si sviluppino pandemie simili a quella della Covid-19. Lo afferma l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, che in questi giorni, ricopre il ruolo di responsabile del Coordinamento regionale emergenze epidemiologiche della Puglia. Secondo il professore, docente di Igiene presso l’Università di Pisa, risulta probabile che nei prossimi anni fenomeni simili al Coronavirus si verificheranno nel mondo con maggiore frequenza. In un suo intervento alla trasmissione di Rai 3 Agorà, Lopalco chiarisce che la causa di tutto ciò è da ricercarsi nella sempre maggiore invasione degli ambienti naturali da parte dell’uomo.

Infatti “secondo una regola di bilanciamento tra le diverse specie che abitano il nostro Pianeta” più l’uomo si intromette nella natura, più spesso i virus che normalmente sono lì presenti interessano anche lui, attraverso salti di specie.

Lopalco è favorevole all’apertura delle frontiere

Nel corso del suo intervento ad Agorà, Pier Luigi Lopalco si dice anche favorevole all’apertura delle frontiere tra i diversi Paesi, che potrebbe favorire una sia pur debole ripresa del turismo nelle prossime settimane. Ma l’epidemiologo pone un’importante condizione perché ciò avvenga: il movimento da uno Stato all’altro potrà avvenire solo tra quelle popolazioni che presentino lo stesso livello negli indici di circolazione del virus.

Quindi in caso di situazione omogenea, che non comporti maggiori rischi per nessuno, non dovrebbero sorgere impedimenti al libero passaggio delle persone.

L’opinione di Lopalco sulla possibilità di contagio all’aria aperta

Secondo Lopalco, la probabilità di contagio scende notevolmente all’aria aperta, rispetto ad altre situazioni come un viaggio in autobus o in un vagone ferroviario.

Questo porta a diverse considerazioni: innanzitutto, in assenza di mascherine con marchio Ce – in certe zone ancora difficili da trovare – possono andare bene anche le mascherine “fai da te”, perché comunque è sempre meglio coprirsi bocca e naso. Un altro aspetto critico è la possibilità di andare in spiaggia. Per l’epidemiologo bisogna ragionare in termini generali sulla sicurezza, non limitandosi alla semplice distanza tra gli ombrelloni, come previsto dalle indicazioni contenute nel documento Inail-Iss sugli stabilimenti balneari.

Meglio pensare ad un sistema complessivo di tutela, tenendo anche conto che si tratta di un’attività ricreativa all’aperto, sotto un sole che potrebbe, in qualche modo, ridurre la capacità di trasmissione del virus.

Le proposte di Lopalco per le spiagge pugliesi

Lopalco sottolinea che quelle contenute nel documento Inail-Iss sugli stabilimenti balneari sono solo indicazioni generali: quindi non si tratta di un protocollo da seguire obbligatoriamente, ma della base da cui partire per agire nel concreto per garantire la Salute di chi si reca a mare, valutando la fattibilità di quanto proposto. In Puglia Lopalco sta studiando come prendere in considerazione l’occupazione per metro quadro di ciascun bagnante, piuttosto che limitarsi a considerare la distanza minima tra le persone.

In questo modo si potrà calcolare il numero esatto di bagnanti che potranno essere presenti in ciascuna spiaggia, senza che si creino degli assembramenti.

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